6 Febbraio 2002

Chiambretti, auguri a Simona Ventura

ROMA ? Il dispiacere rimane, ma «in bocca al lupo a Simona Ventura». Piero Chiambretti sfodera tutto il suo «savoir faire» e, nonostante la delusione, dice di non avere «alcuna riserva» nei confronti di chi, un po` a sorpresa, è stato chiamato a condurre il Dopofestival al suo posto. «Certo mi dispiace perché mi ero già messo al lavoro da una settimana e, sull`onda del programma che sto facendo, avrei dato un contributo di energia ed entusiasmo. Comunque credo sia stata una forzatura, un equivoco tra il direttore artistico del Festival e il direttore di Raiuno. Baudo era molto dispiaciuto. Sicuramente ci sono dei motivi che noi non conosciamo, ma va bene lo stesso». Tornando al tema della satira e al suo «Chiambretti c`è», prorogato fino al 22 marzo, il comico ha posto come esempio quel veto a ospitare politici nel suo programma: «È una forma di prevenzione che mi ha comunicato il direttore di Raidue Freccero, un problema più di forma che di altro, legato al fatto che la Rai non vuole offerte simili nello stesso orario. Quindi ? ha aggiunto ? niente politici se non nella puntata del venerdì, quando non c`è “Porta a porta“ di Vespa. E questo è uno dei motivi per cui è saltato il progetto di “Gemelli“, la trasmissione che avrei dovuto fare con Michele Santoro. L`unica cosa che non capisco è perché Vespa può invitare i personaggi dello spettacolo e io non posso invitare i politici». Da Sanremo, Pippo Baudo ha escluso che Chiambretti sia stato silurato: «Si è trattato solo di una scelta editoriale diversa e sono cose che possono verificarsi». A proposito delle immancabili polemiche legate a Sanremo, il Codacons ha chiesto alla Rai trasparenza, per i consumatori e quindi per i fruitori della tv pubblica, sui criteri di selezione dei cantanti del Festival. All`istanza d`accesso presentata dal Codacons, con un documento formale redatto ai sensi della legge 281/98, la Rai «ha dribblato ? scrive l`associazione ? la legittima richiesta di prendere visione degli atti inerenti la scelta dei componenti le varie commissioni di controllo e di giudizio, inviando però il regolamento del festival, di cui l`associazione non aveva alcun bisogno anche perché pubblicato sul sito Rai». Immediata la replica dell`ufficio stampa Rai: in base ad una consolidata giurisprudenza, è stato trasmesso al Codacons «quello che era consentito trasmettere».

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