17 Febbraio 2010

Chi viaggia in treno ed è rassegnato a disagi, ritardi e affollamento da oggi può avere più chance di farsi risarcire

Chi viaggia in treno ed è rassegnato a disagi, ritardi e affollamento da oggi può avere più chance di farsi risarcire, e non solo il biglietto ma anche i danni morali subiti. Il Codacons di Udine è infatti riuscito a far vincere a un friulano di Enemonzo, Levis Stefani, una causa contro Trenitalia: 200 euro più le spese, per un totale di 663 euro, ma la cifra è simbolica, in quanto più importante appare invece la probabilità per viaggiatori e pendolari di farsi risarcire in caso di “inadempienza rispetto agli obblighi derivanti dal contratto di trasporto”, come accertato nel caso dell’assistito del Codacons.
      Stefani, appena dimesso dal nosocomio di Mestre, nel giugno 2006 doveva rientrare a Udine con il treno delle ore 17.08, che a causa di un guasto tecnico viene soppresso. Il friulano viene dirottato sul treno successivo diretto a Udine: peccato che questo fosse sovraffollato, con passeggeri stipati in piedi in solo 4 carrozze in condizioni proibitive, accalcati in un caldo soffocante a causa della rottura dell’impianto di condizionamento. Il friulano ha richiesto a Trenitalia i danni morali poiché, già sofferente, ha ritenuto il disservizio lesivo dei suoi diritti sia dal punto di vista fisico che psichico, ottenendo il risarcimento a causa della “condotta negligente di Trenitalia, incapace di sopperire adeguatamente – si legge nella sentenza – ad un guasto tecnico”. «Questa sentenza – commenta il presidente provinciale del Codacons di Udine Nicola D’Andrea – risulta importante perché è un’ulteriore conferma dell’inapplicabilità delle limitazioni della responsabilità previste da una legge degli anni ‘40 a favore delle Ferrovie dello Stato».

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