Chi rimane al buio può chiedere i danni Ecco come si fa
di Arianna Iannotti CHIETI I black out legati all’ emergenza neve hanno riguardato oltre 200mila utenze abruzzesi e ieri, a stare ai dati Enel, interessavano ancora circa 10 mila utenze. Per fare il punto sulla possibilità di ottenere un rimborso per i danni il Codacons della provincia di Chieti, coordinato da Vittorio Ruggieri, terrà un incontro, oggi alle 19, all’ hotel Corallo di Francavilla, a cui parteciperà anche l’ avvocato Antonio De Marco. Avvocato Ruggeri è possibile essere rimborsati per la mancanza di corrente? «La società E-distribuzione del gruppo Enel prevede un indennizzo automatico, senza bisogno cioè di fare alcuna richiesta per ottenerlo, ogni qualvolta ci sia una interruzione senza preavviso che superi un determinato numero di ore. Per quanto riguarda le utenze domestiche, per i residenti dei comuni superiori a 50 mila abitanti, l’ interruzione indennizzabile deve essere di oltre 8 ore. Per quelli di centri superiori ai 5 mila abitanti, deve superare le 12 ore. Per quelli di paesi con meno di 5 mila residenti, deve superare le 16 ore. Per i clienti di media tensione, vale a dire imprese e fabbriche, l’ orario di interruzione per essere risarciti si riduce della metà». A quanto ammonta il rimborso automatico? «Per le utenze domestiche è di 30 euro. Aumenta di 15 euro ogni 4 ore di interruzione in più, fino a un massimo di 300 euro. Per le imprese il massimo è di 6 mila euro». Come si ottiene l’ indennizzo? «Il rimborso avviene attraverso una detrazione sulla prima bolletta utile emessa dopo 60 giorni. Occorre aspettare il primo ciclo di fatturazione dopo due mesi dall’ interruzione. Nel mercato libero, il distributore corrisponde l’ indennizzo al venditore che poi provvede ad accreditare la somma in bolletta al cliente finale». Ci sono casi in cui non si ha più diritto al ristoro? «Sì. Il più comune riguarda il fatto di non essere in regola con il pagamento delle bollette. Sapendo di questa clausola, si può comunque controllare se si è in regola o meno e, in caso contrario, si può provvedere subito a regolarizzare la propria posizione». E possibile chiedere altri tipi di rimborso, oltre quello automatico? «Come Codacons stiamo valutando la possibilità, caso per caso, di avviare l’ iter procedurale per richiedere il maggior danno. L’ iter potrebbe sfociare anche in una causa di fronte al giudice di pace per danni fino a 5 mila euro, oppure di fronte al tribunale civile se l’ entità è superiore. Se si decide di percorrere questa strada, il danno andrà provato attraverso fotografie, perizie, fatture, preventivi e quanto altro potrà essere utile. Questo potrebbe essere il caso di alcuni residenti di Francavilla, in cui il ritardo nel ripristino delle utenze, disalimentate per 7 giorni, non si giustifica visto che non è poi caduta tanta neve. Ci sono stati casi di interi congelatori con il cibo andato a male e sbalzi di corrente che hanno danneggiato apparecchiature elettroniche. Si sono rivolti a noi anche i commercialisti che non sono stati in grado di rispettare le scadenze e rischiano di andare incontro a sanzioni». E se il danno subìto non è di natura patrimoniale? «Stiamo valutando anche la possibilità di promuovere azioni per il risarcimento di danni non patrimoniali per la lesione di diritti inviolabili garantiti dall’ articolo 2 della Costituzione. È il caso, ad esempio, delle persone malate che hanno subìto gravi disagi e hanno messo addirittura a rischio la propria sopravvivenza. Come, ad esempio, quelle che sono attaccate a respiratori o ad altri macchinari elettronici».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ENERGIA
-
Tags: Chieti, enel, neve, Vittorio Ruggieri
