21 Settembre 2013

«Chi è povero starà peggio» Consumatori preoccupati

«Chi è povero starà peggio» Consumatori preoccupati

 

«Misura iniqua, ricade sui consumatori finali. E renderà i poveri ancora più poveri». Anche le associazioni dei consumatori sono sulle barricate in vista del possibile aumento dell’ Iva dal 21 al 22%, che il Governo non riuscirebbe a sventare. «Speriamo ancora che prevalga il buon senso e che si decida di non innalzare l’ aliquota – sostiene il segretario della Federconsumatori Francesco De Lorenzo – sarebbe da irresponsabili in un momento di calo dei consumi incidere con un punto in più di Iva. È vero che i beni alimentari di prima necessità non sarebbero direttamente toccati da questa misura, ma indirettamente i costi aggiuntivi sui trasporti delle merci e sulle bollette di chi produce finiscono per ricadere sui consumatori finali». Insomma, in un modo o nell’ altro l’ aumento dei prezzi colpirebbe tutti, ma soprattutto le fasce deboli. «Se i prezzi crescono, chi è povero diventa ancora più povero – fa notare De Lorenzo – l’ Iva al 22% si applicherebbe sulla benzina, ma anche sulle bollette del gas, della luce e del telefono». «Colpendo indistintamente tutti i ceti sociali e comportando nuovi costi per le famiglie che provocherebbero un motivo in più per contrarre ulteriormente i consumi». Per il Codacons, la cui responsabile a Varese è Carla Stuto, «un nuovo rialzo dell’ Iva, oltre ad essere la rovina definitiva delle famiglie già in difficoltà – spiega – sarebbe anche la disfatta delle industrie, dato che fino a quando le famiglie non comperano, le imprese non vendono. Infatti oggi le imprese che non sono ancora fallite resistono solo grazie alle esportazioni». A. Ali.

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