“Chi l’ha assunto”: il nuovo format della Rai – Campo Dall’’Orto: “I dati di ascolto della Tgr sono clamorosi”
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fonte:
- Panorama
Negli ultimi sei anni i direttori generali hanno fatto a gara a ingaggiare manager dall’esterno. A costi milionari.
Chissà se per il nuovo direttore creativo la «procedura di ricerca delle professionalità interne» funzionerà. Perché la Rai è sfortunata: tra i suoi oltre 300 dirigenti e 1.900 giornalisti raramente trova i profili giusti, come dimostra l’arrivo di Carlo Verdelli come direttore editoriale. Tanto che negli ultimi sei anni, con un crescendo inarrestabile è stata costretta a «ripiegare» su 29 (costosi) manager e giornalisti esterni. Con tanto d’indagine della Corte dei conti sulle spese dell’ex direttore generale Luigi Gubitosi e un’interrogazione del senatore forzista Maurizio Gasparri sull’overdose di assunzioni esterne del neodirettore Antonio Campo Dall’Orto. Il 13 e il 20 gennaio la commissione convocherà per la prima volta il nuovo consiglio d’amministrazione e Arturo Diaconale porrà la questione del 10 per cento dei dipendenti che hanno citato in giudizio l’azienda. Campo Dall’Orto intanto ha da fare alla Leopolda, il cui direttore artistico è Simona Ercolani, candidata a una superdirezione Rai.
Mauro Masi: 5 assunti in due anni (direttore generale da aprile 2009 a maggio 2017). L’ex direttore dell’epoca berlusconiana ha firmato cinque assunzioni: l’appena destituito capo della comunicazione Fabrizio Casinelli, il direttore degli Affari legali Salvatore Lo Giudice (uscito da poco dalla Rai), l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il suo successore Mario Orfeo, che Masi mise a capo del Tg2. Pezzo da novanta, l’allora direttore della relazioni istituzionali e internazionali, Marco Simeon, molto gradito oltre Tevere, che poi si insediò pure a Rai Vaticano.
Lorenza Lei: due “mezzi” assunti in un anno (direttore generale da maggio 2011 al luglio 2012). Sarà perché ha governato per poco tempo o perché ha avuto la poltronissima dopo un’intensa carriera tutta in Rai, ma la Lei è stata molto morigerata: prelevò la sua portavoce da La vita in diretta, garantendole un contratto a tempo indeterminato, mentre per il responsabile della sicurezza, l’ex 007 Luciano Campoli, scelse un contratto a tempo determinato da circa 200mila euro.
Luigi Gubitosi: 16 assunti e mezzo in tre anni (direttore generale da luglio 2012 ad agosto 2015). È il primatista nelle assunzioni dall’esterno: 16 e mezzo, causa di una raffica d’interrogazioni parlamentari e di una denuncia del Codacons per danno erariale alla Corte dei conti (l’inchiesta è ancora aperta). Il «mezzo assunto» è Alfonso D’Alfonso, capo dei servizi di sicurezza a termine; l’unico giornalista è Orfeo, dal Messaggero al Tg1. Tutti gli altri sono dirigenti pescati dal mondo Wind e Fiat di Gubitosi (come il direttore finanziario Camillo Rossotto), ma pure da Mc Kinsey, Alitalia e Palmolive.
Antonio Campo Dall’Orto: 7 assunti e mezzo in quattro mesi (direttore generale dall’agosto 2015). Di questo passo il neo dg, che a fine anno diventerà un superamministratore delegato, surclasserà Gubitosi. La «mezza assunta» è Lucia Nicolai, supervisor a Rai4 con un contratto da sei mesi, ma pronta a dirigerla. Viene dal mondo di Mtv, l’ex tv campodallortiana come altre due new entry: il capostaff Guido Rossì e Gian Paolo Tagliavia, responsabile delle strategie digitali. Del resto il dg renziano punta a una media company che parli ai giovani. E vuole tenere la Rai lontana dai partiti. Anche se come capo della comunicazione ha assunto Luigi Coldagelli, ex portavoce del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
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