12 Maggio 2004

Chi ha autorizzato quell?inferriata?

«Mare vietato a mezzi di soccorso e pedoni: chi ha autorizzato quell?inferriata?»


Chi ha chiuso l?ingresso per la torre di Porticciolo? Se lo domandano le associazioni ambientaliste Wwf, Codacons e Italia Nostra dopo aver constatato che qualcuno ha collocato un cancello proprio all?inizio della strada che conduce all?omonima spiaggia e al campeggio. Da qualche settimana il sentiero, da sempre frequentato sia dai residenti sia dai turisti, è inaccessibile, sbarrato da un?inferriata che non lascia spazio nemmeno al passaggio di pedoni.
«Non è stato possibile riscontrare il procedimento amministrativo Ñ spiegano gli ecologisti in allarme per la novità Ñ che eventualmente autorizza l?intervento di realizzazione dei pilastri e della messa in opera del cancello. Non si sa se c?è stata una concessione o un?autorizzazione edilizia».
Le sentinelle del verde, da parte loro, sono d?accordo che le auto private vengano bloccate nel parcheggio che precede la stradina: «Fatto salvo però Ñ aggiungono con forza Ñ l?accesso ai pedoni, che altrimenti non possono raggiungere la spiaggia».
Per non parlare delle difficoltà che quell?inferriata crea ai mezzi di soccorso e dell?antincendio che, in caso di emergenza, non potranno raggiungere la costa. «Nel periodo estivo, nello specchio acqueo antistante la spiaggia di torre di Porticciolo Ñ continuano gli ambientalisti Ñ stazionano e navigano gommoni e varie imbarcazioni da diporto. È opportuno, per la sicurezza dei bagnanti, disciplinare e contingentare, compatibilmente con l?ambiente, l?ormeggio e la navigazione con la predisposizione di un corridoio specifico per i natanti».
Il problema è stato segnalato anche al presidente del Parco regionale di Porto Conte, dal momento che la torre di Porticciolo ricade nel territorio sottoposto a tutela. Wwf, Codacons e Italia Nostra hanno sollecitato i vertici del Parco ad effettuare gli accertamenti di legge, per verificare che non siano stati commessi abusi. «Quanto accade a Porticciolo è il risultato della privatizzazione delle coste denunciato dalle associazioni ambientaliste sin dal 1998 Ñ si legge nel documento firmato da Carmelo Spada, Giovanni Sedda e Roberto Salmon Ñ quando la società bonifiche sarda mise in vendita 60 ettari di territorio costiero nel comune di Alghero».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una consistente porzione di fascia costiera è in mano ai privati e, oggi che il parco terrestre esiste, l?Amministrazione si ritrova a fare i conti con i padroni di casa. Una situazione che ha creato non poche difficoltà all?Ente parco, soprattutto quando i tecnici hanno dovuto tracciare i sentieri naturalistici all?interno della riserva, cercando di non sconfinare nelle zone off-limits, di proprietà cioè di qualche imprenditore privato.

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