Chi difende i pendolari. Parlano le associazioni
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fonte:
- Il Gazzettino
Manzano.
Di stazioni abbandonate ce ne sono tante, lungo le linee delle ferrovie regionali. Specialmente nei paesi che restano isolati dai centri più importanti, tra queste quella di San Palagio, a Tricesimo. Imbrattata e sporca, con i vetri delle porte spaccati, le grondaie che cadono a pezzi, quadri elettrici aperti o semistaccati. Dunque Manzano non è un caso unico, ma in questo modo si creano nei paesi aree fortemente degradate, delle quali nessuno sembra curarsi. Un problema diffuso e molto sentito, anche a parere delle associazioni di consumatori che ogni anno raccolgono un gran numero di segnalazioni.Ad occuparsi della questione è il Codacons. «I pendolari – dice Vitto Claut, referente per la regione Friuli Venezia Giulia – pur pagando un biglietto salato, sono costretti a subire ogni genere di disagio. Gli orari, per prima cosa. I treni non viaggiano secondo la tabella di marcia, con conseguenze gravi per chi lavora o va a scuola. Manca funzionalità. Tra le altre cose manca l`aria condizionata che, in tempi d`afa come questi, sarebbe veramente necessaria. Ciononostante il prezzo del biglietto aumenta sempre. Quel che ci sentiamo dire sono frasi di scuse. Ma le cose restano quelle che sono: i vagoni sporchi, tra l`altro. Grave problema».
La pensa allo stresso modo Rita Bertossi di Federconsumatori. «Me ne sono occupata due anni fa – dice – Tanti sono i disagi per chi viaggia. Disservizi che spaziano in tutti i campi, dalla carenza di puntualità a quella del comfort, per i biglietti il problema è limitato alla fascia dei pendolari che usano di norma l`abbonamento. Per chi invece deve partire all`improvviso o che usa il treno solo poche volte, ci sono difficoltà nel fare il ticket e anche nel convalidarlo. È successo anche questo: non poter obliterare». Rischiando, magari, anche una multa.
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