2 Febbraio 2017

CHI CAVALCA LA STANGATA CHE NON C’ È?

CHI CAVALCA LA STANGATA CHE NON C’ È?

Al termine dello scorso anno, oltre alle varie previsioni circa l’ andamento sociale e politico della annata seguente, si sono affrontati i risvolti economici conseguenti agli indirizzi emergenti dalle disposizioni emanate in materia. Così sono state pubblicate le risultanze degli studi effettuati da Codacons e Federconsumatori circa i rincari che dovrebbero gravare sulla spesa della famiglia tipo italiana. Si è parlato di una stangata di quasi mille euro. Da restare allibiti, preoccupati ma anche perplessi. In effetti i rincari rappresentano un aumento dei costi mediamente affrontati dalla famiglia nell’ anno precedente. Considerando quindi che tale aumento sia del 5% si dovrebbe arguire che la spesa complessiva nel 2016 sia stata dell’ ordine di 20 mila euro (di cui gli arrotondati mille sono appunto il 5%). In prima istanza non sembra che, al netto di tasse, mutui e altri gravami non considerati, il reddito disponibile, e quindi la capacità di spesa, sia stata in media di tale entità. D’ altra parte se l’ aumento fosse proprio del 5% ecco che i problemi di inflazione tanto cari al presidente della Bce Draghi sarebbero di botto superati; in caso contrario (percentuale inferiore) il reddito disponibile avrebbe dovuto essere ancora superiore fino a valori non corrispondenti alla realtà (50 mila nel caso di aumenti medi del 2%). Anche scendendo nel particolare di talune voci si colgono valutazioni che non trovano rispondenza con il normale menage medio: un solo esempio, le “tariffe autostradali” che secondo Codacons porterebbero a un aggravio di spesa annuo di 35 euro. Ora, secondo i dati dell’ Autority, tale aumento risulta in media dello 0,77% (0,88% per il Fvg). Se per eccesso arrotondiamo tale valore all’ 1% si ha che la famiglia media avrebbe speso nel 2016 3.500 euro per i ticket ai caselli. La cifra appare elevata, ma diventa sconvolgente qualora si consideri che il costo medio per km è dell’ ordine di 8 centesimi e quindi per spendere 3.500 euro, bisognerebbe aver percorso sulle nostre autostrade oltre 43 mila km nell’ anno 2016. Il Codacons aveva proposto, in analoghi termini di “stangata”, i rincari per il 2016 sull’ anno precedente (2015) pervenendo a una cifra pari a 551,5 euro per famiglia, minore solo per effetto dell’ abolizione dell’ Imu, del minor costo dei carburanti e dell’ abbonamento Rai. A causa dell’ annunciata inflazione la sua ripresa (si cita testualmente) “porterà le famiglie a spendere 298 euro in più per effetto della crescita dei prezzi al dettaglio e 189 in più per la sola spesa alimentare”. (Comunicato stampa 27-12- 2015). In pratica, vista la deflazione acclarata, una stangata di 487 euro annunciata ma non avvenuta se non in misura ridotta: sarebbe opportuno che con analogo comunicato l’ ente stilasse a fine anno anche un consuntivo con confronto con il preventivo, il tutto per rendere conto degli eventuali errori previsionali che a posteriori possono far definire, alla luce del reale andamento, quella stima una vera e propria bufala che potrebbe apparire come una presa di posizione con finalità politiche. Giovanni Caineri.

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