CHI CAVALCA LA STANGATA CHE NON C’ È?
Al termine dello scorso anno, oltre alle varie previsioni circa l’ andamento sociale e politico della annata seguente, si sono affrontati i risvolti economici conseguenti agli indirizzi emergenti dalle disposizioni emanate in materia. Così sono state pubblicate le risultanze degli studi effettuati da Codacons e Federconsumatori circa i rincari che dovrebbero gravare sulla spesa della famiglia tipo italiana. Si è parlato di una stangata di quasi mille euro. Da restare allibiti, preoccupati ma anche perplessi. In effetti i rincari rappresentano un aumento dei costi mediamente affrontati dalla famiglia nell’ anno precedente. Considerando quindi che tale aumento sia del 5% si dovrebbe arguire che la spesa complessiva nel 2016 sia stata dell’ ordine di 20 mila euro (di cui gli arrotondati mille sono appunto il 5%). In prima istanza non sembra che, al netto di tasse, mutui e altri gravami non considerati, il reddito disponibile, e quindi la capacità di spesa, sia stata in media di tale entità. D’ altra parte se l’ aumento fosse proprio del 5% ecco che i problemi di inflazione tanto cari al presidente della Bce Draghi sarebbero di botto superati; in caso contrario (percentuale inferiore) il reddito disponibile avrebbe dovuto essere ancora superiore fino a valori non corrispondenti alla realtà (50 mila nel caso di aumenti medi del 2%). Anche scendendo nel particolare di talune voci si colgono valutazioni che non trovano rispondenza con il normale menage medio: un solo esempio, le “tariffe autostradali” che secondo Codacons porterebbero a un aggravio di spesa annuo di 35 euro. Ora, secondo i dati dell’ Autority, tale aumento risulta in media dello 0,77% (0,88% per il Fvg). Se per eccesso arrotondiamo tale valore all’ 1% si ha che la famiglia media avrebbe speso nel 2016 3.500 euro per i ticket ai caselli. La cifra appare elevata, ma diventa sconvolgente qualora si consideri che il costo medio per km è dell’ ordine di 8 centesimi e quindi per spendere 3.500 euro, bisognerebbe aver percorso sulle nostre autostrade oltre 43 mila km nell’ anno 2016. Il Codacons aveva proposto, in analoghi termini di “stangata”, i rincari per il 2016 sull’ anno precedente (2015) pervenendo a una cifra pari a 551,5 euro per famiglia, minore solo per effetto dell’ abolizione dell’ Imu, del minor costo dei carburanti e dell’ abbonamento Rai. A causa dell’ annunciata inflazione la sua ripresa (si cita testualmente) “porterà le famiglie a spendere 298 euro in più per effetto della crescita dei prezzi al dettaglio e 189 in più per la sola spesa alimentare”. (Comunicato stampa 27-12- 2015). In pratica, vista la deflazione acclarata, una stangata di 487 euro annunciata ma non avvenuta se non in misura ridotta: sarebbe opportuno che con analogo comunicato l’ ente stilasse a fine anno anche un consuntivo con confronto con il preventivo, il tutto per rendere conto degli eventuali errori previsionali che a posteriori possono far definire, alla luce del reale andamento, quella stima una vera e propria bufala che potrebbe apparire come una presa di posizione con finalità politiche. Giovanni Caineri.
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