Chernobyl, prime discussioni poi il rinvio
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fonte:
- Il Mattino
Slitta a martedì prossimo l’ udienza preliminare relativa all’ inchiesta Chernobyl che vede indagate 38 persone per disastro ambientale, falso, truffa aggravata ai danni di enti pubblici, traffico illecito di rifiuti speciali, danneggiamento aggravato, gestione illecita di rifiuti inquinanti dispersi nell’ ambiente. Un rinvio tecnico quello disposto ieri mattina dal gup Dolores Zarone a causa della giornata di astensione dalle cause. Ma il giudice h consentito ad alcuni avvocati che ne hanno fatto richiesta di poter fare le proprie discussioni rinviando però al 25 febbraio la decisione se sciogliere o meno la riserva in merito ad alcune richieste di costituzione di parte civile: quella di Rifondazione comunista, di un’ associazione di medici e di un imprenditore. Ricordiamo che sono state ammesse le costituzioni di parte civile di Legambiente e Coldiretti, delle Province di Napoli, Caserta e Salerno, della Regione Campania, di Codacons e Adiconsum, del comitato Ponte Barizzo di Capaccio, della comunità montana Alto e Medio Sele, del consorzio di bonifica Vallo di Diano-Tranagro e dei Comuni di Sala Consilina, Sassano, Casalbuono, Montesangiacomo, Montecorvino Rovella, Teggiano, Polla, Santomenna, Castelnuovo di Conza, San Rufo, Sant’ Arsenio, San Pietro al Tanagro. La prossima settimana si potrebbe anche decidere in merito alla richiesta di rinvio a giudizio. Al centro delle indagini vi sono diverse società che si occupano, appunto, dello smaltimento dei rifiuti: la Naturambiente di Castel Volturno, Sorieco di Castel Nuovo di Conza, Frama di Ceppaloni, Ecologia Agizza di Napoli, Espeico di Quarto. Secondo le ipotesi accusatorie, queste società, operative su tutto il territorio regionale, smaltivano rifiuti illegali anche in alcuni corsi d’ acqua in particolare nel fiume Sabato che attraversa le province di Avellino e Benevento. Sarebbero quindi stati smaltiti «imponenti masse di rifiuti speciali non pericolosi e fanghi tossici» e anche rifiuti liquidi provenienti dalle fosse settiche installate presso alcuni lidi casertani e rifiuti liquidi provenienti dalle navi ormeggiate al porto di Napoli.
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