25 Marzo 2019

Che succede se si arriva a scuola tardi per colpa della metro chiusa

Sono stati un sabato e una domenica di odissea per gli utenti delle linee metropolitane di Roma: la chiusura di tre stazioni della linea A – a quella di Repubblica chiusa da tempo si sono aggiunte Barberini e Spagna – ha inciso anche sul resto del sistema del trasporto pubblico, ovvero i collegamenti con altre linee metropolitane e con quelle di superficie. Disagi che si sono innestati peraltro in una domenica cosiddetta ‘ecologica’, quindi con ulteriori limitazioni al traffico dei veicoli. La settimana che si apre sarà di passione per chi deve arrivare in tempo al lavoro e a scuola e proprio per questo l’ Associazione Presidi del Lazio, attraverso il suo presidente Mario Rusconi , cerca di venire incontro agli studenti e ai docenti. “La chiusura di alcune stazioni della metro di Roma in zone nevralgiche della città porterà sicuramente disagi gravi agli insegnanti, alle famiglie e agli studenti che vanno a scuola in centro, oltre all’ aumento inevitabile del traffico automobilistico. Ci attendiamo ritardi negli ingressi, per cui chiediamo già da ora agli istituti scolastici interessati di non penalizzare i nostri studenti se entrano un po’ in ritardo, perché in questo caso non dipenderebbe da una loro mancanza”. E al danno – aggiunge Rusconi – si aggiungerebbe la beffa, “rivolgiamo anche un appello al Campidoglio affinché provveda a sanare al più presto una situazione che grava su tutti i cittadini, studenti o meno, che frequentano il centro di Roma”. Ad aumentare la confusione sono le voci di chiusure anche sulla linea B. Voci che Atac si affretta a smentire, definendo un “accostamento fuorviante” pensare che ci sia una relazione diretta tra la chiusura delle tre stazioni della metro A per i problemi con le scale mobili e i lavori di manutenzioni di altro tipo in dieci stazioni della linea B. I lavori di sostituzione degli impianti nelle stazioni di metro B, “erano programmati da tempo – dice Atac – la gara è stata già bandita e la sostituzione degli impianti sarà conclusa entro novembre 2020. Le attività verranno svolte in modo da non avere impatti sulla fruibilità delle stazioni della metropolitana “. Ma per qualcuno non è abbastanza e il Codacons si fa sentire annunciando un’ azione risarcitoria collettiva – una sorta di class action – di tutti gli abbonati Atac, oltre a un esposto in Procura già domani contro l’ azienda per la possibile fattispecie di truffa aggravata. “Il centro di Roma è oramai off limits per chi abitualmente raggiungeva le zone di Repubblica, Barberini e Spagna utilizzando la metro A – rileva Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori – Un danno immane per chi ha acquistato un abbonamento Atac per usufruire del servizio ora interrotto”. “Per tale motivo, se le 3 stazioni non saranno riaperte entro pochi giorni, avvieremo una azione risarcitoria collettiva contro Atac per conto di tutti i residenti e lavoratori delle zone interessate, in relazione alla palese inadempienza contrattuale”.

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