5 Febbraio 2008

Che schifezza la class action all`italiana

Giovedì il nostro quotidiano pubblicava una dissacrante pagina dal titolo “Tradotta in italiano la class action è uno strafalcione“. Un`analisi spietata del monstrum giuridico partorito durante gli ultimi aneliti legislativi del carrozzone sparti-poltrone a guida Mortadella. Il pezzo, per mano del sottoscritto, raccoglieva l`accentuato malumore del mondo forense, mettendo in luce i gravi profili d`incostitu zionalità della nuova legge sull`azione collettiva. L`indomani, per tutta risposta, Repubblica pubblicava tre pagine intitolate “La vendetta dei consumatori“ con un incalzante occhiello “Ora la class action arriva anche in Italia ed è boom di ricorsi contro tutti… Le azioni associazioni di consumatori si organizzano, è già boom di richieste di risarcimento… Obiettivi: poste, ferrovie banche, treni e comuni…“. Leggo il pezzo d`un fiato e rimango tramortito: l`esatto contrario di quanto avevo raccontato a voi lettori da queste colonne. Per un momento temo anche di aver preso un granchio, ma la lettura dell`ambiguo pistolotto filogovernativo mi rincuora: tutto fumo, forse perché l`arrosto l`avevano già mangiato i lettori di Libero il giorno prima. Per confermarvelo qualche commento assolutamente trasversale ed esaustivo. Il parere del Codacons, importante associazione consumatori, indipendente e non costola di sindacato ( alias costola di partito) con relativo travaso di iscritti: “Purtroppo l`Italia avrà la class action all`italiana, ossia una schifezza. Il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c`è danno punitivo e i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori“. L`Aduc (altra associazione consumatori indipendente): “È una bufala. Più che una azione giudiziaria collettiva avremo una azione giudiziaria controllata“. E ancora. Montezemolo: “Provvedimento all`amatriciana“. Il professore emerito Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense: “Una mostruosità giuridica“. Dul cis in fundo , il ministro Bersani: “Norma da migliorare“. Ecco sì, caro Polchi (l`autore de “La Vendetta dei consumatori“ in versione Fantozzi), la versione soft potete raccontarla in stile Bersani pure all`intelli ghenzia progressista: norma da migliorare. Con un po` di vasellina è meno ruvida nel didietro dei consumatori, in particolare nei radical-cul arcobaleno. Digressione guascona a parte, mi permetto di segnalare un`inesattezza delle vostre colonne: “Boom di ricorsi contro tutti. È già boom di richieste di risarcimento“. Non è vero: non fosse altro perché il monstrum giuridico, considerazioni d`incostitu zionalità a parte, entrerà in vigore questa estate e veggenti non lo siete nemmeno voi. Una curiosità: pensate davvero in cuor vostro che le associazioni finanziate con soldi pubblici e iscritte in pubblico registro previo avvallo del ministero si accaniranno nelle richieste danni contro enti pubblici come Poste, Ferrovie, Comuni? Il Padoa-Schioppa di turno stanzierà quattrini a favore del ministero delle Attività produttive affinché finanzi le associazioni per richiedere danni al ministero dei Trasporti? Più che una legge questo è un paradosso legalizzato: un indegno insulto agli italiani e al loro buon senso. Per quanto sopra anche un consiglio: invece de “La Vendetta dei consumatori“ mi sembrava titolo più adeguato “La beffa dei consumatori“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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