17 Agosto 2020

Che pericolo i passaggi a livello In tre anni sono morti in 17

l’ ultima tragedia nel lodigiano
CLAUDIA OSMETTI L’ esatta dinamica dell’ incidente non si conosce ancora: a sentire un testimone oculare le sbarre del passaggio a livello si sono alzate prima del dovuto, mentre una nota di Rfi (Rete ferroviaria italiana) specifica che ” «sono perfettamente funzionanti». Quel che è certo è che Elisa Conzadori (34 anni, lombarda) è morta travolta dal regionale Milano-Mantova, sabato mattina, all’ altezza del Comune di Maleo, vicino a Codogno. E che la procura di Lodi ha aperto un inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti e ha deciso di eseguire una perizia cinematica sul luogo della sciagura. È la mattina di Ferragosto, fa caldo e mezzo Paese è in ferie. Elisa è a bordo della sua auto, una Citroen C1 rossa che sta per accartocciarsi come una lattina vuota. Lavora in un supermercato di Codogno, Elisa, ma vive a Pizzighettone (in provincia di Cremona) ed è lì che è diretta. La sua corsa finisce sulla provinciale 234 della bassa Lombardia, quando il convoglio 2651 della rete regionale falcia la sua auto e la scaraventa in un fosso. Elisa muore sul colpo. Non c’ è niente da fare. La Citroen distrutta, le portiere divelte e l’ airbag che oltrepassa il parabrezza. Intervengono subito i vigili del fuoco, i carabinieri e gli uomini del 118. La circolazione stradale viene bloccata, quella ferrata tra Codogno e Cremona sospesa. Il centinaio di passeggeri che viaggiano sul treno scendono e superano a piedi quell’ incrocio maledetto, continueranno su mezzi sostitutivi. Un signore che ha visto tutto giura che prima le sbarre del passaggio a livello si sono abbassate, ma improvvisamente, chissà come, una si è rialzata, dando forse a Elisa l’ impressione che il treno fosse passato. La procura lodigiana ha recuperato la scatola nera del convoglio e ha deciso di procedere con l’ autopsia: “L’ analisi si terrà domani, per ragioni organizzative”, spiega il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro. Intanto però monta la polemica. Perché è assurdo morire così, nel pieno della vita, in un giorno di festa. E perché è ancora più assurdo pensare che, in quello stesso passaggio a livello, appena tre anni fa, aveva perso la vita anche Bruno Bocca, un uomo di 77 anni che (stando ai primi accertamenti del caso) aveva abbattuto le sbarre ed era stato investito dal treno. «Chiedo l’ eliminazione di quel passaggio a livello», sbotta oggi il sindaco di Maleo, Dante Sguazzi: «Da tempo è stato previsto il raddoppio ferroviario, ma al momento abbiamo un solo binario. In occasione di questi lavori chiedo che si costruisca un sovrappasso o si pensi a una soluzione alternativa». La sicurezza prima di tutto. «Sono anni che chiediamo verifiche – continua Sguazzi, – questo passaggio è frequentato da moltissima gente. Che ci sia stato un malfunzionamento noi lo abbiamo pensato da subito». Il sindaco di Maleo non è il solo a puntare il dito. Anche il Codacons, il coordinamento dei consumatori, snocciola i numeri del pericolo e invita Rfi a «eliminare immediatamente i passaggi a livello perché sono obsoleti e anacronistici». Negli ultimi tre anni, sostiene, si registrano ben diciassette morti e 39 feriti gravi: una statistica che assomiglia a un bollettino di guerra. «Ogni anno questi passaggi creano una scia di sangue in Italia – attacca il presidente Codacons Carlo Rienzi, – sono anni che chiediamo di sostituirli ma questioni di profitto rendono più conveniente lasciarli in funzione». Da Sondrio a Palermo, a fine 2019, i passaggi a livello funzionanti erano la bellezza di 5.657: «Un numero eccessivo – chiosa il Codacons, “che contribuisce a incrementare incidenti e morti». riproduzione riservata.

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