14 Settembre 2006

Che fatica, tornare a casa

Che fatica, tornare a casa
Il Codacons fa il conto dei disagi cui sono andati incontro tanti vacanzieri

Già si deve lottare tutti giorni con l`incubo della tintarella che scolorisce di ora in ora, almeno ci si potesse consolare con i bei ricordi di vacanze tranquille e rilassanti. E invece no, a guastarci la ripresa del solito tran-tran incombe l`incubo di viaggi stracostosi, stralunghi, strascomodi. Alla faccia di tutte le garanzie di trasporti confortevoli a misura di uomo e di bambino. Sono migliaia i piemontesi che non hanno ancora smaltito la rabbia e la frustrazione per la cancellazione di voli, ritardi nelle partenze di treni e traghetti, lo smarrimento dei bagagli. La denuncia arriva dal Codacons regionale che dipinge un quadro a tinte fosche con il 20% in più, rispetto all`estate di un anno fa, delle segnalazioni per i disagi subiti. Non tanto per il caro bevande o il caro ombrellone – che comunque ha rovinato più di una notte di sonno – quanto per i trasporti. I numeri del Codacons sono incontrovertibili: il 2006 sarà ricordato da molti vacanzieri come l`anno nero per aerei, treni e traghetti vari. Non a caso tra le numerose telefonate, lettere e email giunte nelle diverse sedi provinciali dell`associazione, il 29% è rappresentato da lamentele per aerei, treni, navi e autostrade. Sì, anche le autostrade, dove si segnalano, ad esempio, aree di sosta non adeguate alle esigenze dei più piccoli. A pesare sui disagi del trasporto aereo, invece, non solo i ritardi dovuti all`inasprimento dei controlli dopo gli attentati sventati all`aeroporto di Londra, ma anche i disservizi di alcune compagnie e il deciso peggioramento nel servizio smistamento bagagli. Impossibile dimenticare, a questo proposito, i voli cancellati dall`AirOne: i più delusi non si placano neppure all`idea che la compagnia aerea è stata pesantemente multata per i disguidi creati. Sul fronte sicurezza le proteste si affievoliscono un pochino, anche se il ritardo esasperato è comunque vissuto come una sorta di ingiustizia. Semaforo giallo, invece, per le segnalazioni sul mancato rispetto del numero delle stelle della struttura e dei comfort nel pacchetto turistico, anche se resiste la segnalazione di chi lamenta la vista mare solo in cartolina. Ultima nota dolente – e quanto! – è quella dei prezzi di bevande e piatti tipici. I piemontesi lamentano il loro eccessivo rincaro. Un esempio per tutti: in una nota località turistica montana una bottiglietta d`acqua è costata 3 euro. All`agguato anche il caro ombrellone con spiagge che hanno aumentato le tariffe del 20% senza però adeguare i servizi offerti. Ci fermiamo solo per amor di pace. Nella speranza che per le prossime vacanze ci sia meno da combattere.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this