19 Dicembre 2019

Che cos’ è il Nutri-score

 

No all’ etichetta a semaforo. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando all’ assemblea nazionale della Coldiretti, boccia il Nutri-score: “Il modello del nutri-score è fuorviante e superficiale. Un modello a semafori in cui l’ olio di colza è considerato meglio dell’ olio di oliva noi non lo accetteremo mai”. “Non c’ e solo la difesa dei nostri prodotti – ha proseguito – diciamo no al nutri-score non solo per un interesse italiano ma per un interesse europeo. Non rispetta la legittima volontà del consumatore di essere informato. Dobbiamo fare una grande battaglia comune, e so che in questa battaglia la Coldiretti sarà un’ avanguardia”. E ancora: “La salute delle persone passa necessariamente dalla qualità della nostra agricoltura. Dobbiamo essere avanguardia nella qualità della nutrizione, difendendo questo asset fondamentale del nostro paese. Lo dobbiamo difendere con tutta la forza che abbiamo, è una grande battaglia culturale a livello europeo”. Che cos’ è il Nutri-score Il Nutri-score o etichetta a semaforo è un sistemasviluppato da un gruppo di ricercatori universitari francesi, egià parzialmente in uso in alcuni Paesi, che classifica le caratteristiche dei prodotti con lettere (dalla A alle E) o con colori (verde, rosso e giallo), dal migliore al peggiore, in base alla presenza di sale, zucchero, grassi o alcool. Il sistema utilizzadue scale correlateper classificare la qualità dei prodotti:una cromaticadivisa in cinque gradazioni dal verde al rosso euna alfabeticacon lettere che vanno dalla A alla E. I prodotti vengono suddivisi in cinque categorie e il punteggio è determinato in base ai nutrienti che contengono. Fibre, proteine, frutta e verdura rientrano tra gli ingredienti ‘buoni’ e possono determinare un punteggio positivo. Altri ingredienti come grassi saturi, zucchero e sodio potrebbero invece influire negativamente se utilizzati a livelli elevati. Una scheda sul funzionamento di Nutri-score sul sito del ministero della Salute francese Nel 2018 la rivista Nutrients ha ‘eletto’ il nutri-score come il sistema più chiaro ed efficace rispetto alle altre opzioni. Nel corso degli anni molte grandi aziende hanno cercato di proporre delle loro ipotesi di etichette alternative, senza trovare però risultati soddisfacenti. La decisione di adottare Nutri-Score da parte di Nestlé ha scatenato leprime polemiche in Italia, con Coldiretti e Codacons che hanno bollato come “ingannevole e sbagliata” questa etichetta. Secondo le due associazioni il sistema ‘a semaforo’ è una semplificazione estrema che potrebbe danneggiare alcuni prodotti, macchiandoli come nocivi a prescindere dalle quantità consumate.Secondo il leader leghista Matteo Salvini questo tipo di classificazione potrebbe danneggiare alcuni prodotti del ‘made in Italy’ venduti in tutto il mondo come il pecorino romano, il gorgonzola o il prosciutto crudo. L’ interrogazione europarlamentare “La Commissione è cosciente della potenziale violazione del diritto europeo che il sistema di etichettatura degli alimenti ‘Nutri-score’ genera, classificando in modo pregiudiziale i prodotti?’. Lo ha chiesto l’ eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (Identità e Democrazia), membro della Commissione per l’ ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. Secondo l’ esponente leghista ‘la classificazione degli alimenti sulla base del calcolo di un punteggio nutrizionale su una scala a cinque colori’, che permette di ‘assegnare un profilo nutrizionale sostanzialmente positivo o negativo, crea un pregiudizio sul cibo a prescindere dalla quantità consumata e dall’ inserimento in una dieta, influenzando il consumatore negli acquisti e orientandolo verso prodotti di minore qualità’. A subire le conseguenze peggiori del ‘Nutri-score’, secondo la Regimenti, ‘sono i prodotti ‘made in Italy’, come l’ olio EVO, il Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto di Parma, simboli della dieta mediterranea che continua ad essere considerata uno dei migliori modelli nutrizionali, caratterizzandosi proprio per la sua varietà e lo spiccato equilibrio nutrizionale, poiché prevede il consumo di tutti i gruppi alimentari. È dimostrato, inoltre, che tale dieta riduce il rischio di malattie cardiovascolari’. Confagricoltura: “Prodotti italiani a rischio” Dello stesso parere èil presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti che chiede a Bruxelles di adottare un sistema comune di classificazione degli alimenti, basato esclusivamente sulle più rigorose valutazioni scientifiche. “Accogliamo con favore e diamo piena adesione – ha detto – all’ interrogazione europarlamentare di Dorfmann, De Castro e altri 19 eurodeputati italiani su un sistema di etichettatura europeo ‘che informi i consumatori senza condizionarne le scelte di acquisto'”. “Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla classificazione del food con semafori e nutri-score, perché mette all’ indice numerosi prodotti riconosciuti universalmente sani, a partire dall’ olio extravergine d’ oliva – ha spiegato il presidente di Confagricoltura -. L’ Italia è il primo Paese dell’ Unione Europea per numero di prodotti agroalimentari riconosciuti a denominazione d’ origine protetta (DOP) e a indicazione geografica protetta (IGP), molti dei quali diventano ‘a rischio’ con l’ etichettatura a semaforo”. “Nel nostro Paese si sta completando la sperimentazione di un ‘sistema a batteria’ che indichi al consumatore quale percentuale di fabbisogno giornaliero degli elementi nutritivi ha raggiunto. “Così si fa corretta informazione scientifica”, ha spiegato. Coldiretti: “Meglio un sistema a batteria” ”L’ etichetta nutrizionale a semaforo e il nutri-score sugli alimenti che rischia di affermarsi nell’ Unione Europea sotto la spinta delle multinazionali boccia ingiustamente quasi l’ 85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare”. È quanto sostiene il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’ incontro sulle nuove tecnologie in Europa organizzato da EUnews presso l’ Ufficio in Italia del Parlamento Europeo. ”Con l’ inganno delle etichette a semaforo nutri-score si rischia di sostenere, con la semplificazione, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy. Il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e – sottolinea Prandini – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. “È inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché – continua Prandini – l’ equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo sullo specifico prodotto. Occorre lavorare – conclude Prandini – affinché si introduca un sistema diverso ”a batteria” che tenga conto dell’ insieme della dieta alimentare non si focalizzi sul singolo prodotto”.

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