5 Settembre 2019

Che cinema per Chiara: vince ancora lei. Ma il Codacons la attacca: «no agli influencer nelle sale»

 

BRUNA MAGI Il primo interrogativo che ci si pone osservando Chiara Ferragni vivere, agire, parlare, è: «Ma come fa a vivere rendendo tutto pubblico?». Lei ribatterà che oggi grazie ai social il concetto di privacy è cambiato. A Venezia è stato un delirio nella richiesta di biglietti per assistere alla proiezione del docufilm sulla sua vita, Chiara Ferragni Unposted, diretto da Elena Amoruso, 85 minuti e una location, la Sala Giardino, piccola e defilata rispetto alla magnificenza della Sala Grande. Ma i suoi fan si butterebbero anche in una grotta in fondo al mare, pur di seguirla. E tocchi con mano che oltre 15.000.000 di fallowers ti conferiscono più potere che diventare presidente del Consiglio d’ Europa. E pensi che probabilmente in futuro, Chiara Ferragni sarà indicata dai sociologi come lo specchio di riferimento della nostra società. LA FORMULA DELLA FELICItà Esagerando un po’, si potrebbe dire che gli Stati Uniti hanno la statua della libertà come faro del mondo, noi abbiamo Chiara Ferragni che attraverso Instagram ci rivela la formula della felicità contemporanea, e pure del successo: apparire, apparire, apparire. Il film è semplicemente lei stessa, non ci sono sorprese: se ti chiedono quanto è valido risponderai che riflette la protagonista. Equivale a un post, somiglia a una diretta streaming, e in qualche momento è un docufilm. C’ è sempre Chiara come punto luce, è un sole intorno al quale ruotano i pianeti, persone amate, parenti, amici. Chiara con gli occhioni azzurri sgranati, una Barbie in carne ed ossa, stratega vincente in una guerra modaiola di consumi a oltranza. La vediamo all’ inizio soffrire, mentre arriva a Los Angeles (la sua seconda casa) per andare presubilmente a farsi applicare un piercing, e dichiara di essere conscia della sofferenza, enuncia il suo battagliero programma, incarna l’ applicazione su scala mondiale del concetto trasmesso dalle nostre nonne «chi bella vuole apparire un poco deve soffrire». E lei lo rilancia orgogliosa, trentaduenne di Cremona capace di affermare che chiunque può fare come lei (magari), basta aprire un blog e sbatterci dentro la «blonde salad», a sua immagine e somiglianza, per attirare la macchina del mercato, e far sì che tu diventi una potenza del mercato esibendo la maglietta di Pinco e Pallino. E nei filmati su di lei bambina sognatrice come tante (voleva fare la pittrice) in vacanza con la mamma e le due sorelline, tutti estasiati in coro raccontano quanto sia stata grande la sua volontà di vincere . Il papà sottolinea come sia stata brava anche nel gestire con serenità consapevole la separazione dei genitori. Chiara ricambia affermando quanto sia stata importante la mamma nell’ infonderle sempre coraggio, filmava tutto della loro vita e quindi lei si è abituata a muoversi con disinvoltura. Anche press agent e stilisti, da Alberta Ferretti a Moschino, evidenziano a gogò di quale pasta vincente sia fatta la più famosa delle influencer. «LEGGO TUTTo» Alcune delle sue seguaci, intervistate in ogni angolo del mondo, sottolineano emozionate quanto lei conti: tutto si muove in base a un post di Chiara, al massimo con un tweet. E lei dal film e dalle interviste le sprona di continuo. Racconta di leggere ogni loro messaggio, per trovare reciproco conforto e ispirazione. Intanto, dopo la nascita di Leone diventato anche oggetto della satira di Crozza, arriviamo al matrimonio con Fedez: i Ferragnez sono ormai un marchio ufficializzato dalle nozze. E qui ci becchiamo anche una nota trasgressiva del candidato marito. Durante le prove della cerimonia, lei gli dice che, sollevandole il velo, lui deve sussurrarle la classica frase: «Amore, sei bellissima». Lui ci va pesante e ammicca replicando con una parolaccia non molto carina per definire una signora. Simpatico. Infine, al the end, Chiara piange. Lacrima sulla sua felicità, perché si sa che dopo la gioia nella vita si teme che arrivi il dolore. Ma non importa, bisogna vivere il momento. Peccato che nel frattempo siano entrati in scena in Codacons, hanno diffuso un comunicato nel quale affermano che il film non dovrebbe essere programmato nei cinema italiani (esce il 17,18 e 19 settembre), perché contiene pubblicità occulta e per la diffusione sui social delle foto del figlio. Diseducativo secondo loro. Come il noto spreco di cibo durante una festa allestita in un supermercato. riproduzione riservata.

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