6 Gennaio 2017

Che cavolata la Brebemi: è deserta e alza i prezzi

Che cavolata la Brebemi: è deserta e alza i prezzi
rincari del 7.8%: si pagherà 11,40 contro i 6.80 dell’ a4. la società: bilanciamo anni senza aumenti

GIUSEPPE SPATOLA La traversata del deserto sulla direttissima A35 Brebemi dal primo gennaio è tra i viaggi più costosi d’ Italia. Mentre i passaggi sull’ autostrada che in 62 chilometri collega la periferia di Brescia a quella di Milano rimangono un terzo di quelli auspicati (20 mila contro i 60 mila previsti dal piano industriale), da cinque giorni Brebemi è diventata la regina italiana del caro-pedaggio. L’ autostrada A35, la cui attività continua a essere segnata dai conti in rosso, ha infatti aumentato il costo della sua tratta del 7,8%, il massimo rialzo registrato in tutta la penisola. Come dire che dal casello di Chiari Est a Liscate un’ automobile paga 11,40 euro, contro i 10,50 necessari fino al 31 dicembre, mentre un tir adesso ne sborsa addirittura 31,70. È vero che i vertici dell’ autostrada hanno prorogato gli sconti del 15% per gli utenti con Telepass Family o Business, ma le altre autostrade lombarde hanno optato per aumenti più contenuti. Sulla A4 tra Brescia e Milano, ad esempio, il pedaggio è salito dello 0,77%, lungo la Brescia-Padova dell’ 1,62% mentre la A21 addirittura è rimasta invariata. Tutto mentre la Brebemi, che spera nella bretella di collegamento con la A4 a Brescia per “rubare” automobili alla Milano-Venezia, annaspa con rincari che – stima il Codacons – determineranno nel 2017 una maggiore spesa compresa tra i 30 e i 35 euro su base annua a famiglia. Gli aumenti sono dovuti: c’ è una convenzione sottoscritta con l’ ente concedente, hanno spiegato alla Brebemi. Non ci sono stati aumenti negli anni passati ed è il secondo anno e mezzo d’ attività, per cui riprende i mancati aumenti del passato. Insomma, al posto di tanti piccoli balzelli, uno grosso in una botta sola. Forse un modo per fare cassetto visto che i 60mila veicoli al giorno previsti all’ apertura del 23 luglio 2014 sono rimasti un miraggio pure con l’ aggancio della Teem. E i dati sul traffico parlano chiaro: 11mila veicoli al giorno l’ anno dell’ apertura poi l’ assestamento con la Tangenziale Esterna Est Milano (Teem) arrivando a 15-20mila passaggi e il record registrato venerdì 4 marzo perchè uno scontro tra due camion aveva provocato una coda di sette chilometri sull’ A4 dove il traffico è cinque volte superiore. Tutto questo conferma che per ora la magnifica direttissima inaugurata da Matteo Renzi e voluta dai privati per scavalcare le code della A4, non regge l’ investimento e fa fatica a stare in piedi. Del resto a giocare contro Brebemi è proprio il prezzo del pedaggio che, nonostante gli sconti, è molto più alto di quello della A4 dove per la stessa tratta si spendono sei euro e 80 centesimi, quasi la metà. Non solo. A dispetto delle speranze sulla A35 in due anni e mezzo di esercizio non è apparso neppure un distributore di benzina e, non bastasse questo, ci sono pure gli agricoltori sul piede di guerra per gli espropri eseguiti e non ancora pagati. Situazione che si è inevitabilmente riverberata sui bilanci: nel 2014 lo sbilancio di gestione era di circa 35 milioni di euro e nel 2015 è il doppio con 100 milioni di interessi da pagare alle banche. Una situazione finanziaria che, mancando anche gli utenti, oggettivamente scricchiola tanto che pure le banche hanno annunciato un disimpegno progressivo dall’ opera. Indicazione data tempo fa dal presidente del consiglio di gestione di Banca Intesa, Gian Maria Gros Pietro, che aveva confermato di pensare a un’ exit. Linea condivisa anche dagli altri soci privati con l’ area metropolitana di Milano, la provincia di Bergamo e il Comune di Brescia che vorrebbero sbarazzarsi delle proprie quote e fare cassa prima di un possibile tracollo. L’ infrastruttura, aperta nel luglio 2014, è la prima realizzata in Italia in project financing con capitale interamente privato (2,4 miliardi, di cui 1,6 miliardi di prestiti tra Banca europea degli investimenti, Cassa Depositi e Prestiti e istituti di credito) è stata ribattezzata autostrada fantasma (23.375 veicoli al giorno nel 2015). Da qui la grande fuga guidata dal Comune di Brescia, dalla Provincia di Bergamo e della Città metropolitana di Milano, pronte a seguire Banca Intesa che cederà la sua partecipazione in Autostrade Lombarde (il 42.44%, ndr) entro il 2017. Intanto i vertici della società sperano di triplicare i passaggi (arrivando alla fatidica quota 60mila) una volta che sarà aperta – nell’ estate 2017 – l’ interconnessione con la A4 che si realizzerà a Castegnato, per il quale un mese fa è arrivato il via libera del Cipe. Ma per ora la Brebemi rimane un deserto costoso. riproduzione riservata.
giuseppe spatola

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