«Charitas, più cure ai nostri figli»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
«Charitas, più cure ai nostri figli»
«Mio figlio cerca sempre di liberarsi. Nonostante la sua disabilità, capisce cosa gli succede e quando sta legato soffre. Per questo chiedo che sia controllato meglio». A parlare è Mario Montanari, padre di Alessandro, un ragazzo down di 37 anni, da 3 al Charitas di via Panni, l’ istituto che accoglie un centinaio di persone con disabilità intellettive che vengono assistite da 130 operatori. Alessandro è ospitato al piano terra della struttura, dove si trovano i disabili con le problematiche più gravi, ed è arrivato al Charitas dopo un lungo percorso dentro e fuori dagli ospedali. «Prima di entrare al Charitas, mio figlio aveva un reflusso all’ esofago – continua il racconto Mario – e quando mangiava, il cibo gli andava nei polmoni, provocandogli febbre e influenza. L’ abbiamo curato e per dieci anni è stato bene, poi ha avuto una ricaduta. Da quel momento è diventato molto difficile “gestirlo” ed è entrato al Charitas, dove lo tengono sempre legato. Io non chiedo che esca dall’ istituto, ma che venga seguito di più». L’ appello di Montanari è stato raccolto dal Codacons che tramite il presidente Fabio Galli fa sapere che «la prossima settimana presenteremo un esposto alla Procura per verificare come stanno le cose. Inoltre, chiederemo quanto denaro incassa il Charitas per questo singolo caso». Intorno a Montanari, inoltre, si sono riuniti alcuni genitori di altri ospiti della struttura di via Panni, rappresentati da Alleanza, un’ associazione fondata da Ciro Bonini, padre di una ragazza 32enne che frequenta il centro diurno. «Sollecitiamo il miglioramento del servizio – spiega Bonini – Ogni ospite, ad esempio deve avere un piano educativo che prefigga degli obiettivi. Questo piano mi è stato consegnato solo a gennaio, quando le attività sono iniziate a settembre. Quale obiettivo hanno dato a mia figlia? Apparecchiare e sparecchiare, una cosa che sa fare da vent’ anni… Ci aspettiamo un cambiamento, visto anche che Comune e Ausl pagano oltre 100 euro per il diurno e più di 200 per il residenziale ad ospite. In più, lamentiamo la carenza di personale e di logopedisti, nonostante il lavoro degli operatori sia eccellente». Altri genitori come Silvana Moriano, madre di un ragazzo sordo di 38 anni spiega che «Quattordici ragazzi, maschi e femmine, fino a 3 anni fa venivano lavati insieme nello stesso bagno con solo due docce». Sul Charitas arrivano reazioni anche dal mondo politico, come da Lega Moderna che si «propone di approfondire la situazione richiedendo in Comune tutta la documentazione necessaria per valutare la situazione». Serena Arbizzi.
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