Cgil e Codacons: verifiche nelle cliniche in convenzione
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fonte:
- la Repubblica
Cgil e Codacons: verifiche nelle cliniche in convenzione Montino: "Dalla Asl conferme che nelle ispezioni periodiche non erano emerse irregolarità"
«Regole chiare e controlli stringenti sulla qualità delle prestazioni, sull´organizzazione del lavoro e sui contingenti di personale impegnato nelle cliniche accreditate con il Servizio sanitario del Lazio». Torna a chiederli la Cgil, subito dopo il decesso della donna di 88 anni nell´incendio divampato ieri mattina, in una stanza del terzo piano dell´hospice San Francesco Caracciolo che, in viale Tirreno, accoglie malati terminali e anziani non autosufficienti. Il Codacons, associazione "a difesa", sollecita la Regione ad «accertare il rispetto delle norme sulla sicurezza in tutte le case di cura e negli altri centri che assistono gli anziani». E il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, assicura: «Dalle ispezioni periodiche nella casa di cura, non erano emerse irregolarità». «Solo con regole trasparenti e controlli adeguati», indica Gianni Nigro, segretario regionale della Funzione pubblica Cgil, «potranno essere scongiurate tragedie come questa». Per il dirigente sindacale, «le regole restano incerte e i controlli inadeguati: si impongano standard di qualità anche ai centri sanitari privati stanandoli dalle ombre che insidiano, con i lavoratori, gli stessi cittadini». «Al di là tragedia consumatasi nell´hospice San Francesco Caracciolo», continua Nigro, «occorre cominciare ad attuare i tanti proclami sui controlli delle condizioni nelle quali vengono fornite le prestazioni. La giunta della Regione deve sapere che un´organizzazione del lavoro efficiente, con personale qualificato e adeguato a reggere i carichi di lavoro nei quali è impegnato, è condizione indispensabile per ridare certezze di cura agli assistiti». E «controlli in tutte le case di riposo per anziani della provincia», sono chiesti dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «per accertare che vengano rispettate le norme di sicurezza, specie in materia di incendi». Per Rienzi, «gli enti locali devono poter disporre la chiusura dei centri sanitari che operano fuori dalla legge». «I dirigenti della Asl RmA, cui fa capo la clinica San Francesco Caracciolo», spiega Montino, con qualche delega alla Sanità regionale commissariata, «mi hanno confermato che dai controlli periodici non erano emerse irregolarità». «Gli ispettori della Asl», continua, «stanno passando al setaccio la casa di cura, in particolare i due piani non colpiti dalle fiamme, per accertare l´esistenza delle condizioni per la prosecuzione dell´attività di assistenza».
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