Cesena all’ attacco, chiesto l’ annullamento dei patteggiamenti di Atalanta e Novara
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fonte:
- La Sicilia.it
Andrea Masiello Giancarlo Cologgi Luglio sarà il mese decisivo per lo scandalo del calcioscommesse. Protagonista sarà il filone della Procura di Napoli che vede coinvolti alcuni calciatori del club partenopeo. Mentre ieri si è iniziato il processo di appello, nato dal secondo filone dell’ inchiesta condotta dalla Procura di Cremona e sviluppatosi grazie alle informazioni rese dai calciatori pentiti Carlo Gervasoni, Filippo Carobbio e, in parte, Vittorio Micolucci. Nocerina, Vicenza, Cesena, Gubbio, Barletta: sono cinque le società di calcio che hanno ricorso come parti terze al processo d’ appello in corso all’ ex ostello della gioventù, dinanzi alla Corte di Giustizia Federale presieduta da Gerardo Mastroandrea. Il Cesena ha chiesto l’ inammissibilità e, quindi, l’ annullamento del patteggiamento dell’ Atalanta (due punti di penalizzazione inflitta dalla Commissine Disciplinare al Novara (quattro punti per stagione 2012/2013 e 35mila di euro) chiedendone invece la retrocessione all’ ultimo posto in classifica per la stagione 2011/2012 e l’ esclusione del club piemontese dai possibili ripescaggi in A. Nocerina, Vicenza e Gubbio contestano invece il patteggiamento del Grosseto (sei punti da scontare nella prossima stagione e 40mila euro) e ne chiedono l’ impugnazione. Il club umbro s’ oppone anche ai patteggiamenti di Modena e Ascoli e alle penalizzazioni di Empoli (un punto), Padova (due punti) e Reggina (quattro punti). In ballo c’ è la classifica del campionato di Serie B 2011/2012 con relativi play out e retrocessione in Lega Pro. In mattinata la Corte aveva ritenuto inammissibili i ricorsi, rigettando anche le istanze di sospensione del procedimento, di Codacons e Federsupporter contro la mancata ammissione al processo di primo grado. Non hanno fatto appello i tesserati Paoloni, Federico Cossato e Santoruvo e le società Ancona, Piacenza, Ravenna (club professionistici ormai inesistenti per vari motivi) e i dilettanti dell’ Avesa (Verona). Il Gip di Bari Giovanni Abbattista ha accolto l’ istanza di revoca della custodia cautelare presentata dai legali di Andrea Masiello e Gianni Carella, arrestati il 2 aprile scorso. I due, che erano agli arresti domiciliari dopo aver trascorso un periodo in carcere, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Masiello, ex calciatore del Bari ora all’ Atalanta, era stato arrestato nell’ ambito del filone calcioscommesse di competenza della procura pugliese, che ha indagato su almeno 4 partite del Bari considerate truccate – tra il campionato 2009-10 e quello 2010-11: Udinese-Bari (3-3), Bologna-Bari (0-4), Cesena-Bari (1-0) e il derby pugliese Bari-Lecce (0-2), che permise alla squadra salentina di salvarsi. Masiello ha ammesso davanti ai magistrati di avere realizzato volontariamente un autogol in quella partita, vinta dal Lecce, per poter incassare la somma pattuita per truccare la partita. Ieri la Procura federale ha ascoltato Claudio Furlan ex portiere del Portogruaro, Dario Passoni (Bolzano) e Marco Zamponi (Spal). Tutto questo in attesa del 6 luglio dove verrà ascoltato il terzo portiere del Napoli, Matteo Gianello, e gli altri calciatori del club partenopeo insieme a Mazzarri.
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