23 Ottobre 2021

Certificati di malattia aumentati dell’11% negli ultimi sette giorni

Nel  Lazio  certificati  di  malattia  presentati  da  dipendenti  di  enti  pubblici  aziende  private  lo  scorso  15  ottobre,  giorno  di  entrata  in  vigore  delle  norme  sul  green  pass,  sarebbero  stati  9.787  contro  7.742  del  venerdì  precedente,  con  un  aumento  del  +26.4%.  Mentre  il  18  ottobre,  con  l’avvio  cioè  della  prima  settimana  lavorativa  all’insegna  delle  nuove  disposizioni  in  materia  di  contenimento  del  contagio  da  Covid,  il  loro  numero  risulterebbe  pari  19.241,  con  un  incremento  del  +11,4%  rispetto  al  lunedì  precedente.  In  attesa  dei  dati  di  tutta  la  settimana  lavorativa  che  va  da  lunedì  ieri,  sono  questi  primi  numeri  sul  fenomeno,  resi  noti  dal  Codacons,  il  quale,  per  fare  chiarezza  su  quanto  si  sta  verificando,  ha  presentato  un  esposto  alle  Procure  della  Repubblica  di  Roma,  Viterbo,  Rieti,  Latina  Frosinone.  Per  quanto  riguarda  più  da  vicino  la  Tuscia  la  Sabina,  gli  uffici  dell’Inps,  interpellati  dal  Corriere,  rispondono  di  non  disporre  ancora  di  un  dato  definitivo  in  valore  assoluto,  ma  confermano  livello  percentuale  un  aumento  di  malattie  (vere  presunte)  di  oltre  il  10%,  quindi  in  linea  con  il  dato  registrato  regionale.  Nel  Reatino,  durante  questa  settimana  che  si  sta  concludendo  ci  sarebbero  state  in  media  circa  trecento  malattie  al  giorno.  Un  vero  boom  di  assenze  per  malattia,  dunque,  che,  dopo  l’iniziativa  del  Codacons,  potrebbe  finire  presto  al  vaglio  della  magistratura.  L’associazione  dei  consumatori,  si  legge  in  un  comunicato,  “ha  deciso  in  questo  modo  di  fare  chiarezza  sull’abnorme  crescita  delle  certificazioni  presentate  dai  lavoratori  della  regione  far  data  dal  15  ottobre.  numeri  accertati  potrebbero  infatti  nascondere  veri  propri  reati,  come  quello  di  falso  ideologico  truffa  aggravata”.  In  altri  termini,  “la  crescita  abnorme  dei  certificati  fa  sorgere  il  sospetto  che  nel  Lazio  molti  lavoratori,  non  disponendo  di  green  pass  non  volendo  ricorrere  al  tampone,  abbiano  scelto  di  mettersi  in  malattia  allo  scopo  di  non  recarsi  al  lavoro  non  subire  le  sanzioni  previste  per  dipendenti  pubblici  privati  privi  di  certificazione  sanitaria.  Si  parla  di  malattie  – ancora  il  Codacons- con  ogni  probabilità  inesistenti  che  producono  un  danno  per  le  casse  dell’Inps  potrebbero  realizzare  reati  sia  da  parte  dei  lavoratori,  sia  dei  medici  che  hanno  firmato  certificati  falsi”.  Nell’esposto  si  chiede  dunque  “di  aprire  indagini  sul  territorio  in  merito,  acquisendo  la  relativa  documentazione  verificando  l’operato  dei  medici  di  base,  alla  luce  dell’articolo  479  del  codice  penale  che  punisce  ‘il  pubblico  ufficiale,  che,  ricevendo  formando  un  atto  nell’esercizio  delle  sue  funzioni,  attesti  falsamente  che  un  fatto  è  stato  da  lui  compiuto  è  avvenuto  alla  sua  presenza,  attesti  come  da  lui  ricevute  dichiarazioni  non  rese,  ovvero  ometta  alteri  dichiarazioni  ricevute,  comunque  attesti  falsamente  fatti  dei  quali  l’atto  è  destinato  provare  la  verità”.  Certo  è  che,  al  di  là  della  denuncia  del  Codacons,  una  fotografia  del  fenomeno  ancora  più  veritiera  la  si  potrà  avere  nei  prossimi  giorni,  laddove  si  potrà  meglio  verificare  sesi  tratta  solo  di  un  fenomeno  passeggero  destinato  durare  nel  tempo. 

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