6 Settembre 2004

«C?erano le condizioni per sanare»

«C?erano le condizioni per sanare»


Il vice sindaco Di Virgilio spiega la decisione tenuta semisegreta







ROCCARASO. Questi i punti della transazione approvata dalla giunta l?1 luglio 2004: 1) la D?Aurora realizza le opere di messa in sicurezza del versante, su progetto a sue spese e approvato dalla Regione; 2) la società acquista l?area dell?intervento (3000 metriquadri) a 10 euro al metro; 3) D?Aurora si accolla il costo delle spese legali del Comune (75800 euro). 4) D?Aurora realizza il sottopasso di via del Tigli a sue spese fino a 150mila euro; 5) D?Aurora si ritira dal giudizio in consiglio di Stato; 6) a garanzia delle obbligazioni deposita un fido da un milione.
Vice sindaco Di Virgilio, quindi l?immobiliare D?Aurora può riprendere i lavori della palazzina in qualsiasi momento?
«Sì, sono state rilasciate nuove concessioni in sanatoria il 12 agosto. Però sono previsti precisi adempimenti tecnici».
D?accordo, ma perché nella conferenza stampa dopo i funerali non è stato detto?
«Mah, veramente. Comunque è chiaro che finché non si fanno le opere di salvaguardia, non viene depositata la fidejussione da un milione di euro e il progetto per il sottopasso non sarà concessa l?abitabilità».
Però s?è parlato di rischio frana persistente, di possibile nuovo Vajont quando ormai per il Comune la situazione era formalmente sanata. Ci furono tensioni quel giorno.
«Ma la situazione di pericolo c?è. Abbiamo creato le condizioni per sanarla, perciò dovevamo permettere all?impresa di tornare a lavorare in cantiere».
Comunque il Comune chiude il contenzioso, come la signora Bove, la prima ricorrente.
«Se le condizioni si rispettano, questa è la strada. Quanto alla signora Rienzi è uscita dalla vicenda già da tempo. Ma non so cosa farà Rienzi, il Codacons».

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