3 Agosto 2017

Centurioni, confermato il divieto: «Non possono stare in Centro»

IL DECORO Che sia un addio alle armi? O meglio, al gladio? Viene voglia di scommettere, perché l’ ordinanza anti-centurioni è sopravvissuta al vaglio certosino dei magistrati amministrativi. E la frase ieri aveva la forza di uno slogan. «Via i centurioni dal centro storico di Roma». Il tribunale amministrativo ha dato ragione alla sindaca Virginia Raggi, dichiarando «legittimo» il provvedimento con cui la prima cittadina aveva vietato gli spettacoli in abbigliamento storico nelle aree di pregio. Niente più selfie o video con i figuranti armati di spade di legno e scope sugli elmetti imperiali fino al 31 ottobre, altrimenti si rischia una sanzione amministrativa di 400 euro. Questo prevede l’ ordinanza firmata dalla Raggi lo scorso 14 luglio. Divieto che aveva subito collezionato il ricorso al Tar dell’ ultima legione di dieci professionisti delle foto acchiappa-turisti. Ma per la prima volta l’ inquilina del Campidoglio aveva potuto giocare d’ anticipo puntando il tutto per tutto sul poker di poteri speciali concessi dal recente decreto del ministro dell’ Interno Minniti. Sulla base della norma, infatti, il sindaco «può adottare specifici provvedimenti finalizzati a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana». Tant’ è. AREE TURISTICHE «Vince la legalità» ha commentato la Raggi spiegando che il suo provvedimento è «orientato a garantire il decoro, la sicurezza nei luoghi più belli e di maggior pregio artistico della città e nelle aree dove maggiore è la concentrazione dei turisti. Roma è di tutti – ha continuato la sindaca – è patrimonio mondiale e vogliamo difenderla da fenomeni di abusivismo diffuso». Anche se loro, i centurioni, non ci stanno e promettono battaglia legale annunciando ricorso al Consiglio di Stato. «L’ ordinanza emanata oggi dal Tar del Lazio è illegittima» dichiara Enrico Lubrano, l’ avvocato dei dieci centurioni che hanno presentato ricorso al Tar. Nel provvedimento di oggi i giudici amministrativi spiegano che «dovendosi ritenere presente una situazione di imminente pericolo per il patrimonio culturale, storico, artistico della città», l’ ordinanza trova una sua giustificazione. Le reazioni, ovviamente, non sono mancate. Soddisfatto della decisione del Tar anche il Codacons, l’ associazione per i diritti dei cittadini, che, però, punta il dito contro la mancata applicazione di un’ altra ordinanza della Raggi a tutela della città, quella contro i bivacchi nelle fontane storiche. «Le regole devono essere fatte valere per tutti», spiega l’ associazione chiedendo anche di regolamentare il fenomeno del tavolino selvaggio. «Non serve a nulla varare ordinanze contro il degrado se poi non si è in grado di far rispettare le regole stabilite», rincara il presidente Carlo Rienzi. L. Lar. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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