12 Dicembre 2012

Centrodestra, rischio frantumazione

Centrodestra, rischio frantumazione
 

Se implode il Pdl pronti diversi candidati per il dopo Polverini REGIONE Francesco Storace guadagna punti, la sua candidatura a presidente della Regione sta riempiendo il vuoto di un Pdl che del domani non ha certezza. E domani, in un colloquio con Berlusconi, il leader della Destra potrebbe ricevere una spinta decisiva. Renata Polverini perde punti, ma in realtà, con le elezioni politiche anticipate, guarda con più interesse a un seggio in Parlamento: il rapporto privilegiato con Silvio Berlusconi dovrebbe darle sufficienti garanzie, semmai il problema sarà riposizionare tutto il cerchio magico. Fin qui i pochi punti fermi di un Pdl romano e laziale che ormai – a venti giorni dalla presentazione delle liste per la Regione – dipende completamente dallo zigzag di decisioni di Silvio Berlusconi. Una parte del Pdl assicura: se nel partito resterà un’ unità di fondo e un percorso tradizionale, il candidato sarà il magistrato Simonetta Matone, la più premiata dai sondaggi. Un’ altra parte giura: no, la candidatura potrebbe andare all’ area di Forza Italia, e allora l’ ex sottosegretario Francesco Giro avrebbe le credenziali giuste. Non basta? La Forza Italia più vicina a Sammarco, invece, ha sempre pronto l’ assessore in carica Giuseppe Cangemi oltre all’ ex ministro Nitto Palma. Ma il problema vero è che a Roma, come nel resto d’ Italia, lo spacchettamento del Pdl – vale a dire la suddivisione in più forze politiche – potrebbe essere quanto mai variegata. MELONI Primo step: domenica al teatro Brancaccio si svolgerà una iniziativa di Giorgia Meloni, tema: «Le primarie delle idee». Su scala nazionale è la stessa area di Crosetto, su Roma e Lazio stiamo parlando della forte componente di Rampelli: decidesse lo strappo vero, potrebbe anche mettere in campo una lista e un candidato alla presidenza della Regione, dall’ ex assessore regionale Francesco Lollobrigida al parlamentare Marco Marsilio. AUGELLO Non basta: c’ è la componente di Andrea Augello, in sintonia con Alemanno (che oggi incontrerà Berlusconi), Lupi, Fitto, Sacconi, coloro che sostenevano la candidatura di Alfano quando ancora nel Pdl si parlava di primarie, che potrebbero pensare a una forza diversa da Forza Italia 2 (un dirigente romano del Pdl dice algido «non andremo nel partito del Milan, noi puntiamo a un centrodestra meno circense»). Anche in questo caso potrebbe succedere di tutto, dal dialogo con l’ area dei moderati filo Monti a una candidatura autonoma per la Regione. TROPPE FIRME Complicato? Certo, e nel Pdl in molti assicurano che fino al 16 dicembre non si chiarirà nulla. Storace se la ride: «Domenica ho chiesto al centrodestra di sostenermi, salvo che non mi propongano un candidato più forte di me. Per ora non ne ho visti». Oggi Storace sul sito del Giornale d’ Italia lancia l’ allarme sullo «scandalo firme»: «Ogni partito deve raccoglierne 120 mila in poche settimane, con le feste in mezzo. E Lazio, Molise e Lombardia hanno anche le regionali. Ci vuole una deroga». RICORSO AL TAR Intanto, ieri l’ assessore Cangemi e i prefetti del Lazio hanno avviato le procedure tecniche per il voto regionale del 3 e 4 febbraio. Anche se oggi il Tar potrebbe riservare un’ altra sorpresa: dovrà esaminare il ricorso del Codacons che chiede di accorpare il voto regionale nell’ election day nazionale. Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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