21 Aprile 2018

Centrocittà, quanti cantieri fermi

Lungo via Vittorio Emanuele si passa in 100 metri dalla struttura nuda, senza finestre né finiture, chiusa dalle transenne dell’ ala privata di Villa Sottocasa sulla destra, alla recinzione bucherellata sul lato sinistro della strada che, già con il suo stato di degrado, fa da biglietto da visita al cantiere semiabbandonato che delimita. E poi si può arrivare, qualche strada più avanti, in via Garibaldi dove l’ ex palazzo dell’ erario è ancora, dopo anni, solo uno scheletro in mattoni mentre in via Pinamonte continua a restare abbandonato il nuovo parcheggio che potrebbe tornare utile ai residenti come a chi si reca all’ ufficio postale di largo Pontida. Èun percorso tra scheletri di cemento, scavi bloccati ed edifici incompiuti quello che si può fare nel centro storico, dove da anni sono stati avviati una serie di interventi edilizi privati che però si sono fermati fino a diventare angoli di degrado in alcuni dei punti di maggiore pregio della città. Una situazione che è imputabile solo alle questioni private dei rispettivi costruttori e che, finché non scadano eventuali convenzioni in corso con il Comune o i permessi di costruire regolarmente rilasciati, anche l’ amministrazione pubblica non può far altro che restare a guardare dietro le reti dei cantieri e aspettare che i lavori ripartano per completare le opere incompiute. Anche il Codacons qualche settimana fa ha notato la situazione definendola “decisamente avvilente”. L’ associazione dei consumatori e per la tutela dell’ ambiente richiama come maggiori esempi di degrado urbano la condizione di via Vittorio Emanuele, che ha all’ angolo con via Terraggio l’ ala privata di Villa Sottocasa ferma da almeno tre anni per il processo aperto sui presunti abusi edilizi su una parte dell’ edificio storico sotto tutela, e subito dopo all’ altezza del civico 14, e confinante con il retro di Palazzo Trotti, la recinzione che dovrebbe chiudere lo sguardo sui lavori per la palazzina che dovrebbe sorgere ma che da un paio d’ anni è ferma alla gettata di cemento delle fondamenta. C’ è poi il caso di via Garibaldi mentre “alcune strutture – sottolinea il Codacons – sarebbero di vero interesse per la comunità, come il parcheggio di via Pinamonte, che sarebbe di grande utilità per i residenti nella zona. E invece questi edifici rimangono lì, in attesa della ripresa di lavori di cui non si ha una data certa”. Per il Codacons questi cantieri in stallo potrebbero anche essere motivo di spreco di risorse pubbliche: ha annunciato di presentare un esposto alla Corte dei conti “richiedendo un’ analisi della situazione sopra prospettata, in modo così da verificare se vi sia stato uno spreco di denaro pubblico e di che entità”.
martino agostoni

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