16 Febbraio 2012

Centro unico di prenotazione provinciale Avviate le procedure per attivarlo presto

Centro unico di prenotazione provinciale Avviate le procedure per attivarlo presto

 


E’ bastato che un solo caso, uno tra migliaia, arrivasse alla ribalta della cronaca per provocare reazioni indignate, denunce alla Procura, richieste alla politica e precisazioni a discolpa. Nell’uomo costretto a peregrinare da un ospedale all’altro nel vano tentativo di ottenere una prenotazione per una risonanza magnetica, nella drammatica constatazione che solo chi ha disponibilità economiche può ottenere gli esami diagnostici in fretta e, dunque, curarsi, si sono identificati in tanti. Di qui l’iniziativa del Codacons di chiedere alla Procura della Repubblica di aprire un’inchiesta sui tempi lunghi delle liste d’attesa. Di qui le proteste dei titolari degli studi convenzionati costretti a respingere le richieste di esami quando raggiungono il tetto della somma destinata loro dalla Regione. E di qui l’annuncio dell’Asp di avere avviato le procedure per la realizzazione del centro unico di prenotazione provinciale (il Cup), indicato come uno dei primi obiettivi della riforma della Sanità varata a fine 2009. Attivazione più volte sollecitata dall’assessore regionale Massimo Russo nell’ottica di rendere più efficiente il servizio e di abbreviare i tempi d’attesa per gli esami specialistici.
Ieri il commissario straordinario dell’Asp Gaetano Sirna – riconoscendo che «le liste d’attesa rappresentano di certo una criticità da risolvere» – ha voluto sottolineare che «il Cup unificato (Centro unico di prenotazione 800553131), allo stato attuale, è stato avviato soltanto tra l’Asp Catania e il “Policlinico-Vittorio Emanuele”: dal mese di settembre 2011, infatti, sono state accorpate nello stesso software le agende delle due aziende proprio per snellire l’iter e accorciare le liste d’attesa».
Contestualmente il Policlinico, unico centro ospedaliero in tutta la provincia, ha iniziato ad effettuare la risonanza magnetica per esterni. «Un’attività meritoria – come, senza falsa modestia, la definisce il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Armando Giacalone -. Attualmente siamo gli unici in provincia di Catania, con un indice di operatività del 120%. Per questo, in pochissime settimane, si è registrato un boom di richieste con la conseguente saturazione dell’offerta per tutto il 2012». Come dire che i rinvii sono causati da carenze altrui.
Ad ogni buon conto, commissario straordinario dell’Asp e manager del Policlinico ricordano che i pazienti «possono, anzi devono» rivolgersi anche alle strutture convenzionate che effettuano i vari esami gratuitamente, risonanza magnetica inclusa, dietro presentazione di ricetta. Sorvolano, però, sul problema dei vincoli di budget.
Secondo il commissario Sirna, inoltre, una delle cause dell’allungamento dei tempi d’attesa va ricercata nelle cattive condotte degli utenti che, nel tentativo di fare i controlli il più presto possibile, ben conoscendo la lunghezza dei tempi d’attesa, si prenotano in più centri senza poi annullare l’appuntamento e questo crea dei «buchi» nell’utilizzo dei macchinari e disfunzioni. Le prenotazioni multiple provocano «sovrapposizioni che indeboliscono la gestione della medicina territoriale» e contribuiscono ad allungare i tempi d’attesa. Per contrastare questo problema è necessario attivare il Centro unico di prenotazione provinciale, obiettivo per raggiungere il quale l’Asp annuncia di avere avviato tutte le procedure necessarie.
«Le Aziende provinciali – dice il dottor Sirna – hanno già predisposto i capitolati tecnici, strumenti che ci consentiranno di indire la gara in tempi brevissimi. Questa, a mio avviso, sarà l’unica soluzione che “a regime” aumenterà l’accessibilità del cittadino per le prestazioni sanitarie erogate dalle diverse strutture presenti sul territorio. Inoltre, per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e quindi giungere a una razionalizzazione della domanda/offerta di prestazioni specialistiche in ambito provinciale, è stato distribuito ai medici di medicina generale il documento contenente i Rao (Raggruppamenti d’attesa omogenei) – scaricabili anche dal sito aspct.it – con l’obiettivo di regolare l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali attraverso l’analisi delle condizioni cliniche degli utenti. L’appropriatezza prescrittiva, infatti, rappresenta un’ulteriore criticità che, se gestita in maniera omogenea, aiuterà a smaltire il sovraffollamento di richieste». Il riferimento è all’obbligo, per i medici di base, di specificare il tipo di urgenza dell’esame prescritto così da dare priorità ai casi più gravi. Per questo è stata prevista una tempistica differenziata: «urgente» (codice U), con visita entro 24-48 ore; «a breve» (codice B) entro 10 giorni; prestazione differibile (codice C), cioè esame entro 30 gironi per le visite e 60 per le prestazioni strumentali; e programmabile (codice D) entro 180 giorni. E alcuni medici convenzionati suggeriscono che a prescrivere gli esami diagnostici quali la risonanza magnetica siano gli specialisti, gli unici in grado di intrepetrarli bene.
Accorgimenti tutti opportuni e necessari, ma probabilmente non sufficienti a rispondere al problema di base: l’aumento esponenziale delle richieste e il taglio dei fondi.

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