Centro protonico , conto da 20 milioni
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fonte:
- Il Gazzettino
I soldi sono tanti. 20 milioni e 200 mila euro. Come minimo. Ma chi deve pagare? E, soprattutto, chi ha sbagliato? Il Direttore generale dell’ Ulss 12, Antonio Padoan che con l’ allora governatore del Veneto Giancarlo Galan aveva pensato di costruire il Centro protonico a Mestre? O ha sbagliato l’ attuale governatore Luca Zaia che ha fermato la realizzazione del Centro protonico? Per adesso si sa solo che il conto è per l’ appunto astronomico. Il consorzio d’ imprese Ptc che con le società Hideal, Condotte, Gemmo, Varian, Medipass doveva realizzare il Centro protonico – costo base 160 milioni di euro – ha infatti avviato una causa civile chiedendo all’ Ulss 12 la bellezza di 20 milioni di euro a titolo di risarcimento danni per la mancata realizzazione del progetto. E questa è una. Ma si muove anche la Corte dei conti, che chiede 200 mila euro – ma è solo l’ inizio – ai dirigenti dell’ Ulss 12 che a suo tempo diedero il via libera alla progettazione e alla gara. La Procura regionale della Corte dei conti esattamente ha chiesto agli attuali vertici dell’ Azienda sanitaria di avviare le procedure per mettere in mora l’ ex Direttore generale dell’ Ulss 12, Antonio Padoan, assieme a tutti i dirigenti e funzionari che si sono occupati delle procedure relative al progetto, progetto poi accantonato con un esborso di denaro a carico della Sanità pubblica. Il viceprocuratore Chiara Imposimato ha aperto in questo momento l’ inchiesta per evitare che l’ eventuale richiesta di risarcimento possa finire in prescrizione. Restano irrisolti i quesiti sulle reponsabilità. C’ è da dire infatti che la costruzione del Centro protonico di Mestre era stata autorizzata nel 2007 dalla Regione guidata da Galan – vicepresidente Luca Zaia, assessore alla sanità prima Flavio Tosi e poi Luca Coletto, tutti della Lega – che aveva inserito la realizzazione nei suoi Piani sanitari ed aveva avuto pure il beneplacito del Ministero della salute. Del resto la terapia con i protoni veniva indicata come una delle tecniche all’ avanguardia nella cura del cancro, in particolare per i tumori cerebrali dei bambini e per la prostata. Due cordate avevano partecipato alla gara per la realizzazione del progetto, una era guidata dalla Mantovani e l’ altra dalla Medipass-Gemmo, che ha vinto. Il primo stop era arrivato nel 2011, con il cambio della guardia tra Galan e Zaia. Da allora ufficialmente la Regione non ha mai detto di no, ma il Centro protonico è sparito dalla programmazione regionale dei lavori pubblici e pure dalla programmazione sanitaria. Ecco perchè in tanti – a cominciare dal Codacons di Franco Conte – si sono rivolti alla Corte dei conti per chiedere l’ accertamento dei danni erariali. Che ci sono di sicuro dal momento che sono stati spesi dei bei soldi per la progettazione, ma se il project sul Centro protonico era stato approvato dalla Regione, perchè chiedere i danni all’ Ulss 12 e non alla Regione? E perchè sempre l’ Ulss 12 deve rispondere anche per l’ altra decisione presa dalla Regione, di sospendere il progetto? © riproduzione riservata.
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