15 Maggio 2004

Centri estetici, il “lifting“ dei Nas

Centri estetici, il “lifting“ dei Nas

Raddoppiano i trattamenti in vista della “prova bikini“, ma anche i problemi. E scattano i controlli



L`estate è alle porte e la temuta “prova bikini“ sta facendo entrare in fibrillazione il gentil sesso, che sta letteralmente prendendo d`assalto i centri estetici pordenonesi, dove i trattamenti per dimagrire e rassodare e quelli per sconfiggere vari anestetismi (peli, capillari, cellulite), sono lievitati del 40\%, mentre il ricorso alle lampade abbronzanti è sulla via del raddoppio, così come la vendita delle barrette ipocaloriche da mangiare in sostituzione del pasto.LE BRUTTE SORPRESE. L`insoddisfazione per le proprie condizioni fisiche e la fretta di ottenere risultati, affidandosi con superficialità al primo venditore di sogni, possono però tramutarsi in una combinazione esplosiva sia per la salute, comportando anche danni permanenti, sia per il portafoglio. Come dimostra la casistica raccolta dai Nas, Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, che in media ogni 15 giorni denuncia un pordenonese, per esercizio abusivo della professione medica e che proprio ieri ha iniziato a battere a tappeto i Centri estetici delle provincia, e anche dalle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori. Inoltre, caso non raro, spesso i trattamenti, garantiti come miracolosi, non sortiscono effetti, oppure si è costretti a pagarli senza averne potuto usufruire. «È capitato più volte – ricorda Laura Viotto della Federconsumatori provinciale – che persone ammalatesi, pur esibendo il certificato medico, abbiano comunque dovuto pagare la serie di trattamenti, perchè a detta degli operatori avrebbero potuto ritenersi esonerati soltanto in caso di cancro. Anche una signora colpita da bronchite e quindi impossibilitata ad effettuare le sedute di idromassaggio si è vista costretta a pagare».PUBBLICITÀ INGANNEVOLE. Inoltre, anche a detta della presidente dell`Adiconsum, Lucia Bertagno, in tanti si lamentano della scarsa efficacia dei trattamenti, «ma se non si è in possesso di garanzie scritte di riuscita, non si può sporgere denuncia neppure per pubblicità ingannevole».
DEPILAZIONE DEFINITIVA – Per quanto riguarda poi l`utilizzo del laser, si inserisce il presidente dell`Ordine dei medici, Silvano Antonini Canterin, ricordando che per la depilazione definitiva si sta ampiamente abusando. «La Fnomc e O, Federazione nazionale degli ordini dei medici e chirurghi e degli odontoiatri – spiega – ritiene che l`utilizzo di tali apparecchiature sia da riservare a personale altamente qualificato e pertanto solo i medici, sia per l`incisività degli effetti che questa strumentazione esercita sia per la garanzia di un intervento mirato. La legislazione nazionale a questo proposito è carente in quanto l`unica normativa che contempla il laser per uso estetico è la legge n.1/90 che all`articolo 10 demanda a un regolamento ancora non emanato le modalità di esercizio e di applicazione degli apparecchi elettromeccanici. Alcune Regioni hanno già legiferato vietando l`uso del laser per la depilazione definitiva da parte delle estetiste. La nostra ancora no».

LASER E OSSIGENO-OZOTO TERAPIA. L`utilizzo del laser per ogni genere di trattamento (sclerotizzazione dei capillari, attenuamento delle rughe, delle macchie cutanee), non solo per la depilazione, «è molto delicato – aggiunge lo specialista Domenico Battaglino, che effettua interventi di questo genere in un centro estetico naoniano autorizzato ad esercitare la professione medica – e deve essere eseguito da un medico, così come è stato disposto in altre regioni d`Italia, dove opero. In Friuli siamo in grave ritardo con i regolamenti su questo fronte e non mi meraviglia che ci siano problemi». Anche L`ossigeno-ozoto-terapia, in base alla circolare ministeriale del 19.11.03, dovrebbe essere effettuata «soltanto nel contesto di sperimentazioni cliniche e in ricovero ospedaliero (o day Hospital)».LAMPADE – Anche la lampada abbronzante può essere molto pericolosa. Il caso illustrato dal Codacons è estremamente significativo. È quello di A.D. una commerciante 30enne, che a seguito di un lettino in un centro di abbronzatura, si è ustionata il volto ed ha perso in modo parziale la vista dall`occhio destro. «La giovane – racconta l`avvocato Vitto Claut, presidente provinciale del Codacons – ha riportato ustioni di 1. e 2. grado e 10 punti di invalidità. Abbiamo citato in causa il Centro di abbronzatura e chiesto un risarcimento di 13 mila 500 euro».

ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE – In mancanza di legislazione adeguata i Nas colpiscono elevando l`accusa di esercizio abusivo della professione. «A Pordenone la casistica è ampia – racconta il maresciallo Mauro Rotolo – molto più che nelle altre province della Regione, e in media scopriamo l`esistenza di una ventina di casi illegali all`anno, soprattutto nel campo odontoiatrico. Mentre i medici che si fanno illegittimamente pubblicità sono uno ogni 15 giorni». I controlli dei Nas nei centri estetici, stando a quanto si è appreso dal tam tam degli operatori pordenonesi, sono scattati proprio ieri.



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