Centomila euro di risarciment
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
TARANTO – «Istanza di confisca dell’acciaieria che sarà inoltrata alla magistratura e al nuovo governo, unica strada per ottenere il rispetto della legalità e l’abbattimento delle emissioni inquinanti, e richiesta di centomila euro di risarcimento per ogni cittadino di Taranto che abbia subito danni sanitari a causa dell’inquinamento prodotto dall’Ilva Così, in una nota, l’associazione Codacons di Taranto alla vigilia della nuova udienza del processo “Ambiente svenduto” sulla gestione dell’ex Ilva del capoluogo ionico, dopo la requisitoria dei pm. Si tornerà in aula il 24 febbraio. Il Codacons illustrerà le ragioni alla base delle due istanze, domani alle 12, nella conferenza stampa. L’associazione inoltre, presenterà lo studio denominato “Fuga da Taranto”. «Si tratta di una indagine condotta dall’associazione e relativa alle condizioni dei cittadini tarantini e della città – spiega il Codacons di Taranto -. Una ricerca che attesta come l’Ilva abbia influito negativamente sull’economia e sulla demografia di Taranto, causando in 30 anni di inquinamento oa distruzione della città sotto diversi aspetti, non solo sanitari». «Nel corso della conferenza stampa prenderanno la parola alcuni genitori che racconteranno il dramma legato alla perdita dei propri figli, deceduti a causa di gravi malattie provocate dall’inquinamento ambientale, lanceranno un appello al nuovo Premier Mario Draghi affinché altre famiglie di Taranto non debbano patire le stesse sofferenze», conclude il Codacons. Altro tema caldo è la sentenza del Tar, e il successivo ricorso di Stato di ArcelorMittal sullo spegnimento degli altiforni. «Stiamo analizzando tutti i possibili scenari e lavorando perché l’ordinanza sindacale conservi la sua forza nei confronti della tutela della salute dei nostri concittadini». dichiararlo è il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci nel riferire di una riunione operativa con i tecnici della Direzione Ambiente del Comune di Taranto e i consulenti legali di parte, che stanno seguendo il percorso dell’ordinanza sindacale n. 15 del 27 febbraio 2020, già oggetto della recente sentenza del Tar di Lecce riferibile al fermo dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. «Con il ministro dello Sviluppo Economico comprenderemo se analogo intendimento sia nellecorde del governo. Continuerò a occuparmi della salute dei tarantini e da questo punto di vista nessuno si attenda cedimenti degli enti locali», sottolinea infine Melucci. «Come Papa Francesco ci ha più volte invitato a fare, come i tarantini chiedono da tempo, ripartiamo dal valore della persona umana, dalla difesa della vita e quindi della dignità del lavoro, da quella ecologia integrale che è diventata la strada maestra da percorrere». Lo sottolinea l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro nella parte del messaggio per la Quaresima in cui si sofferma sulla vicenda dell’Ilva «In vista della Settimana Sociale che si svolgerà a Taranto ad ottobre stiamo programmando audizioni e non appena Draghi avrà terminato gli impegni istituzionali per completare la formazione del governo con le nomine dei sottosegretari e dei viceministri contiamo di poterlo incontrare come già accadde con l’ex premier Conte», chiosa Santoro.
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