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13 Dicembre 2018

Cento parti civili contro le Fonderie Pisano di Salerno

la difesa si oppone, il giudice si riserva le ammissioni. in aula anche il ministero dell’ ambiente
Oltre cento parti civili, tra cui il Ministero dell’ ambiente, hanno chiesto di costituirsi ieri mattina nell’ udienza preliminare per le fonderie Pisano. Gli imputati sono sei, imprenditori e funzionari regionali, accusati rispettivamente di avere inquinato aria e acqua e di avere commesso abusi e falsi nella concessione dell’ autorizzazione ambientale. Contro di loro, per chiederne il rinvio a giudizio e rivendicare il risarcimento del danno, si sono schierati il Ministero, il Comune di Pellezzano, il comitato di residenti “Salute e vita”, il Codacons, Legambiente regionale, il Wwf nazionale, Medicina democratica e un centinaio di cittadini (in maggioranza abitanti di Fratte) pronti a far valere in giudizio i disagi legati ai fumi degli altiforni. Se saranno tutti ammessi lo si saprà il 21 dicembre, quando il gup Maria Zambrano scioglierà la riserva ed entrerà nel vivo la discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura. Ieri il legale dei Pisano, Guglielmo Scarlato , ha sollevato eccezioni sia sulla costituzione dei comitati sia, in particolare, su quelle dei singoli cittadini, chiedendo non solo la produzione del certificato storico di residenza ma anche la prova che le bitazioni non siano abusive o condonate. «Un rilievo che rispediamo al mittente – commenta L orenzo Forte , presidente di “Salute e vita” – Per noi l’ unica ad essere abusiva è proprio la fabbrica, visto che non ci risulta la dichiarazione di inizio attività». Il comitato, assistito dall’ avvocato Fabio Torluccio , critica poi l’ assenza della Regione e dei Comuni di Salerno e Baronissi, invitandoli a costituirsi nella prossima udienza. «Il Comune di Salerno – si aggiunge – procrastina un atteggiamento omertoso, di fatto non tutelando la salute dei cittadini, omissione grave che ci spinge ancora a sottolineare che il sindaco Napoli non è il nostro sindaco ». Plauso, invece, per Comune di Pellezzano e Ministero: «Ringraziamo la rappresentanza parlamentare che ha sostenuto la richiesta di incontro al Ministero con il comitato. E ringraziamo il ministro Costa , che con la sua sensibilità ha voluto dimostrare oggi, con l’ avvocatura dello Stato, che lo Stato è vicino ai cittadini e contro chi inquina». Le accuse formulate dalla Procura sono «deturpamento e compromissione significativi e misurabili dell’ aria e delle acque del fiume Irno», scarico di «inquinanti anche pericolosi», falsi e abuso nell’ autorizzazione integrata ambientale, danneggiamento dell’ aria da Fratte «fino a Pellezzano». Imputati gli imprenditori Guido, Roberto, Ciro e Ugo Pisano (oltre alla persona giuridica della spa), il dirigente pubblico Antonio Setaro di Teggiano e l’ ingegnere milanese Luca Fossati . ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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