2 Febbraio 2011

Centinaia di strutture scolastiche a rischio

La situazione peggiore nell’area tra il capoluogo, Rende e Castrolibero con 144 situazioni al limite

Troppi alunni in classi troppo piccole, poco verde in scuole poco sicure, palestre spesso non regolamentari (ammesso che ci siano), per non parlare della temperatura e del tasso di umidità che fa venire in mente soffitti e pareti pericolosamente sgocciolanti dopo un po’ di pioggia. A quanto pare gli istituti cosentini stanno messi parecchio male se, a leggere i numeri forniti dal Codacons, ci sono più di seicento situazioni critiche in tutta la provincia. I numeri sono quelli del monitoraggio disposto dall’intesa Stato-Regioni sugli istituti di tutta Italia. Lo studio, iniziato a gennaio 2009, contiene la lista delle 12.000 scuole italiane che presentano le criticità più gravi.
Se n’è tornato a parlare alcuni giorni fa, dopo una sentenza del Tar che, accogliendo la class action del Codacons, ha dato lo stop alle cosiddette "classi pollaio", ovvero quelle aule nelle quali il numero di alunni supera i limiti fissati dalla legge, arrivando anche a 35-40 ragazzi. Per il Miur il ricorso è infondato perché, dicono, «le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4 per cento del totale» e «il sovraffollamento riguarda prevalentemente» la scuola superiore. I giudici, intanto, hanno stabilito che entro 120 giorni dalla notificazione della sentenza, i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia devono predisporre il piano generale di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. Piano che deve tener conto dell’elenco venuto fuori dal monitoraggio, che parla di 12.000 istituti a rischio in tutta Italia. La situazione peggiore, e qui si scopre l’acqua calda, è quella della Calabria che, pur contando un numero totale di abitanti pari alla sola Milano, è la regione con più criticità (1428).
E se è vero che la provincia di Cosenza è la più popolosa, è altrettanto vero che da sola arriva a coprire oltre il 46 per cento delle scuole a rischio in Calabria con 661 situazioni critiche. Gli ispettori hanno rilevato situazioni di pericolosità in tutte le città cosentine, la zona peggiore è quella dell’area urbana Cosenza-Rende-Castrolibero con 144 segnalazioni spalmate tra le 93 di Cosenza, le 35 di Rende e le 16 di Castrolibero. Tra i centri più grandi spiccano alcune differenze, appena sei le situazioni critiche segnalate a Rossano mentre quelle di Corigliano sono addirittura 31, e qui viene in mente l’episodio di alcuni giorni fa quando, in un istituto, le infiltrazioni dovute alla pioggia hanno sfondato un pezzo del soffitto di un’aula, e per fortuna è successo di notte. Tra i centri messi peggio c’è anche Acri con 31 situazioni critiche, mentre ne hanno raccolte rispettivamente dieci e undici Castrovillari e San Giovanni in Fiore.
L’elenco delle scuole a rischio è stato pubblicato integralmente sul sito del Codacons, basta armarsi di curiosità e di una buona dose di pazienza per andare a spulciare, una per una, tutte le segnalazioni. Il Tar scrive che il piano di riqualificazione «avrebbe dovuto essere adottato prima dell’anno scolastico 2009/2010» ed «è evidente che l’inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il limite di legge». Il ministero ha stanziato un miliardo di euro, assegnando una prima tranche da 358 milioni per gli interventi più urgenti.

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