30 Aprile 2011

Centauri e consumatori sul piede di guerra

Centauri e consumatori sul piede di guerra
 

«E’ un abuso di potere. Non si può obbligare chi ha regolarmente immatricolato e già pagato per il proprio motorino a pagare una seconda volta». Non usa mezzi termini, né giri di parole Graziano Mirandi, presidente del Vespa Club di Olgiate Comasco, il più grande della provincia che conta 303 soci. Quello in arrivo da Roma sarebbe «un abuso di potere bello e buono». Infatti, se impedire ai veicoli Euro 0 di circolare tutela l’ interesse pubblico preminente della salute, non si comprende quale interesse venga invece tutelato obbligando 20mila comaschi a sostituire la propria targa con una nuova: «Se si tratta di una questione anagrafica, è bene ricordare che la motorizzazione dispone già di tutte le schede». Ma, citando Andreotti («a pensar male si commette peccato, ma quasi sempre ci si azzecca»), vengono adombrate altre possibili motivazione alla base del provvedimento romano: «Noi di circolari che impongono il cambio di targa non ne abbiamo ancora ricevute. Forse qualcuno ha interesse a creare allarmismo, contando sul fatto che qualche anziano, impaurito, decida di rottamare il proprio vecchio ciclomotore invece che impugnare sanzioni che non possono essere emesse in assenza di una lettera a tutti i proprietari». Per ora nessuna manifestazione di protesta organizzata in attesa di una circolare, anche se «in passato – ricorda Mirandi – abbiamo già fatto sentire la nostra voce a Como e Milano e se la cosa diventerà ufficiale siamo pronti a muoverci nuovamente». Di fronte a questa nuova gabella romana, rimane invece basita Lorella Conti, dello storico e omonimo negozio di rivendita di moto: «Apprendo ora la notizia. Non ne sapevo nulla e nessuno è venuto in negozio a lamentarsi. Chiederò alla mia agenzia per capire come stanno bene le cose». Sulla necessità che qualsiasi decisione imposta ai cittadini deve anche essere accompagnata da corretta informazione insiste il presidente provinciale del Codacons Mauro Antonelli: «Questa è la classica stangata. Qualsiasi decisione assunta dal ministero avrebbe dovuto essere portata a conoscenza di tutti i proprietari di motorini con una lettera loro indirizzata, cosa che penso non sia stata fatta in questo caso. Quanto alle pene, è assurdo arrivare fino a 1.500 euro di multa. Questo sistema sanzionatorio è lo stesso che ha decretato il fallimento della patente a punti: non vengono fatti controlli e anche i più indisciplinati dopo un anno di buona condotta si ritrovano con due punti in più, poi quando vengono fatti i controlli casuali si sceglie la via della stangata da 6.000 a 9.000 euro. Semplicemente assurdo. I controlli dovrebbero essere periodici e colpire invece i punti, così che effettivamente uno sia stimolato a rigar dritto per non perdere la patente a causa della somma di infrazioni compiute quotidianamente».
 

 

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