23 Dicembre 2004

Cenone, un quinto finisce nei rifiuti

Cenone, un quinto finisce nei rifiuti

Ridurre le spese. Tagliare gli sprechi. Secondo Berlusconi è quello che si accinge a fare la «Finanziaria epocale» che dovrebbe essere congedata dal Parlamento tra Natale e Capodanno. Secondo l?Intesaconsumatori è quello che noi tutti dovremmo fare per evitare che il 20% del nostro cenone della vigilia finisca nei sacchetti della spazzatura. Alla faccia dei 90 milioni di bambini che nel mondo soffrono per carenza di cibo. «Ci si fa cogliere dalla paura che a tavola manchi qualcosa – spiega l?allenza dei consumatori – e così si spreca». Salmone, pesce, cotechino, lenticchie, panettone, e alla fine, di tutto questo ben di Dio avanza almeno un quinto che finisce, immancabilmente, nella pattumiera. Presi dell?entusiasmo della vigilia, dalla foga di fare e di «strafare» festa, il consumatore natalizio, scialacquatore inguaribile, esagera nel comprare, e nel preparare, cibo per il cenone. Risultato: nel giro di due o tre giorni, non soltanto agli avanzi nei piatti, ma anche ai resti nel frigorifero, tocca finire nei rifiuti. I primi a prendere la via del sacchetto, racconta Intesaconsumatori – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – sono gli antipasti: formaggi freschi, affettati e salse hanno vita breve e in trenta case su cento vanno buttati. Subito dopo, finiscono spiaccicati nel sacchetto (20%) anche panettoni e pandori: arrivano in tavola per ultimi e trovano commensali ormai storditi dall?orgia di portate e incapaci anche del minimo assaggio. Va un po? meglio a cioccolato e torroni: se avanzano possono essere tranquillamente riciclati. Lo sperpero riguarda anche cibi più preziosi, come pesce e carne che vengono buttati nei giorni successivi al cenone. Il triste destino risparmia solo i primi piatti che vengono consumati al 90 per cento. Il consiglio dell?Intesa, per evitare acquisti inutili e sprechi impietosi è quello di riprendere la vecchia abitudine di andare a fare la spesa con una lista «dettagliata, preparata oculatamente a casa, non solo con l?elenco dei prodotti da acquistare, ma anche con i relativi quantitativi». No agli sprechi potrebbe dunque essere lo slogan di questo Natale austero. A cominciare dai regali. Un «vergognoso sfarzo» lo ha definito il presidente della Camera Casini invitando, piuttosto, a sottoscrivere un?adozione a distanza come lui stesso fa da tempo e come hanno fatto tutti i 97 deputati di Alleanza Nazionale. Dalla solidarietà all?ecologia. Arrivano anche dal Consiglio nazionale delle ricerche suggerimenti per regali utili e poco costosi. Come le piante antinquinamento: dracena, filodendro, spatifillo e gerbera che, spiega, Francesca Rapparini dell?Istituto di biometeorologia di Bologna, sono capaci di eliminare dall?ambiente domestico sostanze tossiche per l?organismo come la formaldeide o il benzene contenute nei materiali edili o nell?arredamento. Tagliare gli sprechi. Risparmiare. Ma anche riciclare. Per esempio la carta e gli imballaggi dei regali e delle confezioni natalizie. La scatola del panettone, lo scatolone del televisore, la busta dei libri o l?astuccio degli orecchini, spiegano gli esperti del Consorzio per il recupero e riciclo della cellulosa, rappresentano ottima materia «seconda» per produrre nuovi imballaggi. L?invito ad una maggiore oculatezza, infine, andrebbe fatto anche a quanti, tra i possessori di animali domestici hanno preso a trattare le bestiole come persone di famiglia. Con gli stessi diritti di un parente caro anche a Natale: cenone e cadeaux. Pare che il regalo più trendy sia il biscottino da appendere direttamente all?abete. Alla faccia dei 90 milioni di bambini che soffrono per carenze di cibo.

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