30 Dicembre 2007

Cenone, si “ricicla“ Natale L`imperativo è risparmiare

ROMA. Il 75% delle famiglie italiane sta ancora mangiando gli avanzi di Natale. Lo dice il Codacons, sostenendo che sono state comperate troppe cose, esagerando con i quantitativi e che “essendo in periodo di austerity, gli avanzi continueranno ad essere mangiati anche nei prossimi giorni e solo una piccola parte di questi finirà sprecata in pattumiera“. Secondo l`associazione dei consumatori, “al primo posto dei prodotti avanzati ci sono gli antipasti. Non tanto gli affettati, quanto sottaceti e sottolio vari. Al secondo posto la frutta, in particolare quella secca. I dolci sono al terzo posto con panettone e cioccolatini. Al quarto posto i secondi di carne, capponi, tacchine e galline. Ad avanzare, in particolare, i bolliti. Seguono i contorni, i primi piatti e a chiudere il pesce, visto che è il prodotto che si deteriora più velocemente e per questo lo si deve finire per primo. Avanzi o non avanzi, comunque, per il cenone di fine anno è gara a chi spende meno. La spesa complessiva per la cena di San Silvestro scenderà del 3,5%, ma le famiglie riusciranno a ridurre la spesa fino al 12%: detto in cifre spenderemo 100 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno (da 2,9 miliardi del 2006 ai 2,8 miliardi del 2007, dati Confesercenti). Il modo più efficace per risparmiare è ancora quello di festeggiare a casa (meglio se da amici): lo faranno l`83% degli italiani lasciando i ristoranti al restate 5% di spendaccioni e le discoteche a un 2% di ragazzi fra i 18 e i 24 anni. Secondo il Codacons una famiglia spenderà in media 110 euro e uno su 10 rinuncerà al classico cenone. Sfortunati? Nemmeno per sogno, saranno in linea con i suggerimenti del critico gastronomico Paolo Massobrio che considera i cenoni tradizionali “noiosi“ e il brindisi col “botto“ vacuo e sciocco. La sua cena di San Silvestro ideale è quasi frugale, coniuga risparmio e mente lucida, indispensabile per stare in buona compagnia e vincere qualche mano di poker a notte inoltrata. Aperitivo e tanti assaggini come entrée quindi passare al classico cotechino con lenticchie reso originale da una purea di cavolo; dolce finale accompagnato da un Asti o un Brachetto e a mezzanotte niente botto, meglio aprire l`anno con un vino rosso. Chi persegue la tradizione e il risparmio segua il consigli dell`Aduc, e festeggerà sontuosamente a casa spendendo poco più di 11 euro a persona: il menù contempla, fra l`altro, tortelli ai funghi (0,9 euro a persona), zampone (1 euro), lenticchie (0,2 euro), panettone (0,3 euro) pane (0,3 euro), vino dolcetto (3,5 euro), spumante (3,3 euro). Carta in linea con le previsioni delle organizzazioni agricole che vedono l`agroalimentare made in Italy, spumanti in testa, poco intaccato dalla gelata dei consumi. Se salmoni, ostriche e caviale vengono dignitosamente snobbati (calo delle importazioni del 7% nei primi 9 mesi del 2007) Coldiretti assicura che saranno almeno 8 milioni i cotechini e gli zamponi portati in tavola insieme alle immancabili lenticchie e preceduti dai tradizionali, tortellini, risotti o agnolotti a seconda della regione. Nel generale inverno dei consumi non subiscono gelate gli spumanti italiani: la Cia-Confederazione italiana agricoltura stima aumenti dei consumi dell`1,5% e della spesa dell`8%. Italiani o non, allo scadere della mezzanotte salteranno 40 milioni di tappi con buona pace degli innovatori.

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