Cenone al risparmio, aggrappati alla tradizione “2012, la rivincita di lenticchie e cotechino”
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fonte:
- la Repubblica
nei ristoranti il calo della prenotazioni è del 20%. la spesa media prevista si aggira sui 250 euro.
Cotto, precotto o artigianale, il cotechino regge botta. E sulle tavole dei romani ci sarà, Così come le lenticchie che portano soldi. E in tanti ci sperano, visto che gli italiani secondo un sondaggio del NetBetPoker. it chiedono al nuovo anno «più denaro e sesso sfrenato». Nell´attesa, il cenone di San Silvestro vede ancora una volta i romani alle prese col risparmio. Cenone che sarà all´insegna della tradizione, che fa moda e costa pure meno. E all´insegna dei “chilometri zero”, nel senso che in molti festeggeranno in casa. Una persona su tre, secondo l´Adoc. Fatto sta, che a ventiquattr´ore dallo stappo della bottiglia – per salutare un 2012 che si preannuncia “lacrime e sangue” – languono ancora le prenotazioni nei ristoranti. «Speriamo nel rush finale – spiega Nazzareno Sacchi, presidente dell´associazione ristoratori di Confcommercio. Ad oggi c´è un calo delle richieste intorno al 20 per cento. Vanno bene solo i cenoni o per i super ricchi o quelli low cost tra i 30 e i 40 euro. Malissimo invece, quelli di fascia tra i 70 e i 120 euro a testa. Insomma, è la media e piccola borghesia a fare i conti con i tagli del governo e la paura per il futuro». Che i veglioni per i Paperon de´ Paperoni, non risentono della recessione lo dimostra il tutto esaurito all´Hotel De Russie, di via del Babuino. Cinquecento euro a coperto per medaglioni di astice, San Pietro al tartufo bianco e maialino di cinta senese. «Siamo al completo e la maggior parte sono turisti», spiega il direttore Luciano Zanazzo – I romani, hanno optato per il fingerfood in uno dei salotti dell´albergo». Ostriche, culatello e norcinerie varie per un aperitivo lungo fino a mezzanotte e dal prezzo più abbordabile: 230 euro a persona. E per chi non festeggerà al ristorante? Secondo il Codacons sarà di 250 euro la spesa media per una famiglia di quattro persone. «Abbiamo avuto un calo di vendite del 20 per cento – rispetto allo scorso Natale – racconta Roberto Castroni, dell´omonimo negozio gourmet in via Cola Di Rienzo – Ma non su tutti i prodotti. Quelli di fascia altissima hanno retto meglio: caviale Beluga da 5000 euro al chilo e champagne millesimato hanno avuto una flessione del 7%. Mentre per i prodotti tra i 20 e 40, esempio il salmone o foie gras c´è stata una battuta d´arresto». Nella vetrina accanto a Castroni, nella boutique enogastronomica di Franchi, in un cestino ci sono i tartufi bianchi. E un cartello: 685 euro l´etto. Come vanno le vendite? «Andavano meglio lo scorso anno, ma si va avanti. E al cotechino nessuno rinuncia», rispondono da dietro il bancone. Aria triste, da calo di consumi, si respira anche da Gargani, in viale Parioli. «La gente si sta indirizzando verso un cenone tradizionale. Zamponi e lenticchie – dice il titolare Alvaro Gargani – Poche le bottiglie di champagne, si preferisce un buon vino italiano».
alessandra paolini.
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