CEI: BAGNASCO; FAMIGLIE POVERE, 7 SU 10 SONO AL SUD
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fonte:
- Ansa
ULTIMO RAPPORTO ISTAT, NEL MEZZOGIORNO DISAGIO E` FORTE
(ANSA) – ROMA, 21 MAG – La povertà è stabile in Italia ma
il Mezzogiorno si conferma come un`area di grande disagio, non
solo per numero di famiglie che vivono sotto la soglia (il 24%
rispetto al 4,5% del nord e al 6% del centro) ma anche per
intensità della povertà che raggiunge il 22,7% rispetto al
17,5% e al 18,9%. E` quanto emerge l`ultimo rapporto Istat sulla
povertà pubblicato nel 2006. I poveri in Italia sono
7.577.000, pari al 13,1% della popolazione residente (era il
13,2% l`anno precedente). Si tratta dell`11,1% (era l`11,7%)
delle famiglie residenti, ossia di 2.585.000 nuclei familiari.
Per l`Istat, queste oscillazioni non sono statisticamente
significative.
– POVERTA` FA RIMA CON SUD. Nel Mezzogiorno il 24% delle
famiglie è sotto la soglia di povertà. Nel mezzogiorno risiede
il 70% delle famiglie povere. La regione meno povera è l`
Emilia-Romagna (2,5%); segue la provincia di Bolzano (4%) e la
Lombardia (3,7%). In fondo alla classifica, Sicilia (30,8%),
Campania (27%), Basilicata (24,5%). Al sud in positivo spicca
l`Abruzzo dove la percentuale di famiglie povere è l`11,8%.
– COME SONO LE FAMIGLIE POVERE. Sono quelle numerose, composte
da anziani e da disoccupati. I nuclei con 5 o più componenti
presentano livelli di povertà più elevati: il 26,2% di queste
famiglie vive in povertà, sfiora il 40% al sud. Tra le famiglie
con almeno un anziano l`incidenza di povertà (13,6%) è
superiore di oltre 2 punti percentuali alla media e sale al
15,2% tra quelle con almeno due over 65. Povertà contenuta
invece tra i single (3,5%) e le coppie senza figli di giovani
(4,8%). A forte rischio di povertà anche le famiglie con a capo
una persona con basso titolo di studio (17,6%), 4 volte
superiore a quella tra le famiglie con a capo una persona che ha
conseguito almeno la licenza media superiore (4,5%). Sono povere
8 famiglie su 100 con a capo un lavoratore autonomo; la quota
sale a 9 tra le famiglie di lavoratori dipendenti e a 12 con
capofamiglia ritirato dal lavoro. L`esclusione dal mondo del
lavoro determina situazioni di particolare svantaggio: è povera
quasi 1/3 delle famiglie (31,4%) con a capo una persona in cerca
di occupazione (l`83% è al sud); in questo caso, l`incidenza
raggiunge infatti il 43,3%. Fra l`altro, oltre 1/4 delle
famiglie (26,1%) con almeno una persona in cerca di occupazione
vive in povertà relativa e si sfiora il 40% se a cercare il
lavoro sono due o più persone.
– ANZIANI MENO POVERI RISPETTO AL 2004. Anche se sono sotto la
soglia di povertà, gli anziani stanno meglio. Tra le famiglie
con almeno un anziano, la povertà è passata dal 15% al 13,6%
e, in misura maggiore, fra quelle con due o più anziani (dal
17,3% al 15,2%). Fra gli anziani soli si è passati dal 13,7%
all`11,7% e, fra le coppie con persona di riferimento
ultrasessantacinquenne, dal 15,1% al 12,9%.
– FRA LE NON POVERE, A RISCHIO 1 FAMIGLIA SU 10. Fra le famiglie
non povere (l`88,9%), il 7,9% rischia di diventarlo e sono
considerate “quasi povere“, ossia presentano livelli di spesa
per consumi superiori alla linea standard di non oltre il 20%.
Si tratta, appunto, di una famiglia non povera ogni 10, di una
ogni 5 al Sud.
Per il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero,
questi dati “fotografano una situazione drammatica per larghe
fasce della popolazione italiana“ e che “le tanto vituperate
pensioni sono l`unico strumento che difenda alcune fasce sociali
dalla povertà“. Il ministro per le politiche della famiglia,
Rosy Bindi, sottolinea invece le misure previste nella
finanziaria: “con la Finanziaria 2007 – dice – abbiamo visto
giusto, disegnando una manovra che mira a coniugare con
interventi strutturali sviluppo e giustizia sociale“.
I dati dell`Istat sono stati criticati dal Codacons per il
quale le famiglie povere sarebbero almeno il triplo di quelle
registrate. Critiche anche dal sindacato Usi/Rdb ricerca,
presente anche all`Istat. A suo avviso, “é una statistica
notoriamente insulsa e nasconde al paese l`unico dato
significativo, quello sulla povertà assoluta. In realtà –
afferma il sindacato – la povertà relativa è una misura che
dice poco o nulla sull`indigenza del paese, visto che anche in
una comunità di ricchi, il meno ricco risulterebbe
relativamente povero“.(ANSA).
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