18 Marzo 2019

Cedolare secca locali commerciali

stipulati fino al 31/12/2018, ossia prima dell’ intervento della Manovra di Bilancio 2019, l’ opzione per la cedolare secca poteva essere esercitata solo per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’ A10 – uffici o studi privati) locate a uso abitativo e per le relative pertinenze. La cedolare secca è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’ imposta sostitutiva dell’ Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’ immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’ imposta di registro e l’ imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. Chi decide di avvalersi della cedolare secca ha l’ obbligo di comunicarlo preventivamente all’ inquilino con lettera raccomandata (salvo che l’ intenzione di scegliere il regime in commento sia già indicata nel contratto di locazione). Con la comunicazione il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’ aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, in cluso quello per adeguamento Istat. La cedolare secca per i locali commerciali si rivolge ai contratti di locazione stipulati nell’ anno 2019 relativi a locali commerciali classificati nella categoria catastale C/1 fino a 600 mq di superficie nonché alle relative pertinenze locate congiuntamente. il regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’ anno 2019, qualora al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. L’ imposta sostitutiva si calcola applicando un’ aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. Ecco quali sono i locali classificati con categoria catastale C/1: i locali dei barbieri, orologiai, le ricevitorie postali, i banchi del lotto, le esattorie delle imposte dirette; le agenzia bancarie o assicurative; le biglietterie, le sale d’ aspetto delle linee automobilistiche di servizio pubblico; ambulatori medici, ecc. posti in comuni locali che hanno ingresso diretto dalla strada pubblica e le comuni caratteristiche dei locali per bottega; i locali adibiti ad esposizione o a “music -store”; locali dove si effettua la vendita, con prevalenza al dettaglio di merci, di manufatti, prodotti, derrate; locali dove la vendita si accompagna con servizi come trattorie e ristoranti, pizzerie, panetterie (intese come locali di vendita al minuto del pane), bar, caffè. In breve, affinché si possa godere del regime agevolato di cedolare secca al 21 per cento per un negozio affittato si dovranno rispettare questi requisiti: negozi (quindi immobili a uso commerciale) di categoria catastale C/1; con una superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze; nuovi contratti. A trarne vantaggio non saranno soltanto i proprietari di immobili locati a fini com merciali, ma anche lo Stato in termini di risultati sul contrasto all’ evasione fiscale e contributiva. Si evidenzia che “a partire dall’ introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi, il divario fra gettito teorico e gettito effettivo del comparto è diminuito del 42% e la propensione all’ inadempimento (ad elusione ed evasione, in sostanza) si è ridotta del 40%. In sostanza con l’ estensione alle attività commerciali si dovrebbe proseguire con tale trend positivo. Roberto Laiso Dottore Commercialista studiolaiso@hotmail.com Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: codacons.campania@gmail.com I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache.

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