30 Aprile 2016

Cdm, varato il decreto legge sul sistema bancario. Renzi: “Abbiamo salvato i correntisti”

Cdm, varato il decreto legge sul sistema bancario. Renzi: “Abbiamo salvato i correntisti”
Definiti
i dettagli per risarcire gli investitori che si sono visti azzerare le
obbligazioni nel crac di Banca Etruria, CariChieti, Carife, Banca
Marche: rimborsi forfettari fino all’ 80%, ma solo per chi ha reddito
inferiore ai 35mila euro o un patrimonio immobiliare inferiore ai 100
mila euro. Misure anche per rendere più veloce il recupero dei crediti.
Consumatori critici

    

MILANO – Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge sul sistema bancario. Si tratta del decreto che definisce i meccanismi per rimborsare gli investitori che si sono visti azzerare le obbligazioni di Banca delle Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti (i quattro istituti messi in liquidazione a fine 2015). Il decreto include anche le misure per snellire le procedure per il recupero crediti. Un tema che si intreccia strettamente con la partita dei crediti in sofferenza, per trattare i quali è stato lanciato il Fondo Atlante . Il decreto legge sulle banche si compone di “tre parti”: rimborsi, recupero crediti e Dta e fondo di solidarietà per la riconversione del personale del credito. “Spero che questo decreto risolva in maniera definitiva i problemi del mondo bancario” ha detto il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa seguita al Cdm. I rimborsi. “Abbiamo stabilito che ha diritto a un rimborso forfettario automatico fino all’ 80% dell’ investimento in obbligazioni subordinate l’ investitore che abbia un reddito lordo al di sotto dei 35mila euro, oppure un patrimonio immobiliare inferiore ai 100mila euro, anche se ha il reddito superiore ai 35mila euro – ha spiegato Renzi – . I cittadini non spendono niente perché è il fondo bancario che paga”. I rimborsi riguardano solo chi ha comprato le subordinate entro il 12 giugno del 2014. Sulla base di quest’ ultimo criterio, ha aggiunto il premier, “su 10mila investitori restano fuori solo 158 persone che hanno comprato le obbligazioni sul mercato secondario online. Questi avranno la possibilità di ricorrere all’ arbitrato. Con questo proveddimento abbiamo salvato i correntisti”. Le risorse. La coperturà finanziaria del decreto sarà assicurata dal fondo bancario già istituito con la Legge di stabilità, anche se il governo non ha ancora calcolato di quanto esattamente cresceranno le disponibilità, attualmente a 100 milioni di euro. L’ ammontare, ha spiegato Pier Carlo Padoan, “dipenderà dall’ effettiva implementazione, non solo da chi chiederà il rimborso automatico, ma anche dagli esiti dei processi arbitrali”. Il ministro dell’ Economia ha però tenuto ad assicurare che “le risorse non saranno razionate” e che non ci sarà “il rischio che ad un certo punto qualcuno possa non trovare più i soldi”. Ad avere diritto ai rimborsi automatici sarà “un po’ più della metà” dei circa 10mila obbligazionisti coinvolti dal crac delle 4 banche salvate, ha affermato Padoan, invitando però ad “essere cauti”: “Sono stime che devono essere verificate, dipendono dalle soglie, stiamo facendo dei conteggi”. Recupero crediti. Sul fronte dei crediti deteriorati il governo ha approvato misure per ridurre i tempi di recupero crediti “per le persone giuridiche, non fisiche, da 6-8 anni a 6-8 mesi” ha detto Renzi, aggiungendo che il pegno mobiliare non possessorio riguarderà “non solo l’ immobile e il capannoncino, ma anche le scorte. Cerchiamo di smuovere l’ economia”. Il pegno non è automatico, ma servirà la firma delle parti. Consumatori: “Soglie troppo basse”. Le associazioni di consumatori sono già sul piede di guerra annunciando ricorsi al Tar: “Soglie di reddito troppo basse” dicono Codacons e Unione consumatori. “I criteri fissati dal Governo sono a vanvera, senza senso e del tutto illogici” sostiene il presidente Codacons, Carlo Rienzi. “Tutti i risparmiatori sono stati danneggiati allo stesso modo, ma gli indennizzi saranno parziali e pari all’ 80% del valore delle obbligazioni, e solo in favore di soggetti con reddito basso e patrimonio immobiliare sotto i 100mila euro, lasciando ingiustamente fuori tutti gli altri e creando inaccettabili discriminazioni”. Per il segretario dell’ Unione consumatori, Massimiliano Dona, “il problema non è tanto il doppio binario, fatto anche per evitare intromissioni europee, quanto la sostanza, ossia l’ entità del rimborso. Nessuno prende il 100% di quanto perso, indipendentemente dal reddito. Inoltre sono molti i truffati che superano il reddito di 35.000 euro, senza per questo essere miliardari. Giudizio positivo, invece, che non sia stata predeterminata l’ entità del fondo”. “Inaccettabile, beffardo e penalizzante” definisce infine il decreto l’ Adusbef: “Saremo costretti ai ricorsi giudiziari – si annuncia in una nota – a tutela dei truffati da Bankitalia e dallo Stato”. Ue: più tempo per vendere le nuove banche. Intanto la Commissione Ue ha dato intanto il via libera alla proroga della scadenza entro la quale devono essere cedute le nuove quattro banche nate dal salvataggio di Banca delle Marche, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti. Bruxelles non ha fornito date “nell’ ottica di proteggere l’ effettivo compimento del processo di vendita”. La scadenza iniziale era fissata per la fine di questo mese. E’ la stessa Commissione a riassumere per sommi capi la vicenda delle quattro banche ora in risoluzione: gli istituti-ponte vennero create a novembre, quando la Banca d’ Italia mise in risoluzione le banche. Con l’ approvazione dell’ Antitrust europeo, il Fondo di risoluzione italiano concesse 3,6 miliardi di aiuti per coprire la differenza tra gli asset trasferiti e le passività e per capitalizzare le banche-ponte. Più un aiuto addizionale di 400 milioni di euro di garanzie. Per limitare la distorsione alla concorrenza derivanti dall’ aiuto pubblico, ricorda la commissione, l’ Italia si è impegnata a mantenere “vive” le banche-ponte solo per un periodo limitato. “In vista del prolungamento del termine ultimo per la vendita, l’ Italia ha fornito impegni addizionali per limitare la distorsione della concorrenza e assicurare che non saranno concessi altri aiuti di Stato alle banche-ponte”.

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