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9 Maggio 2007

CdA Rai: la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio

Alla immediata vigilia di una riunione che dovrebbe procedere oggi a nuove nomine, per i cinque consiglieri di amministrazione Rai della Cdl, che il 4 agosto 2005 votarono la nomina di Alfredo Meocci a Direttore generale, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio: a Giuliano Urbani (Fi), Marco Staderini (Udc), Gennaro Malgieri (An), Angelo Maria Petroni (indicato dal minstero dell`Economia, area Fi) e Giovanna Bianchi Clerici (Lega), il pm Adelchi D`Ippolito contesta il reato di abuso d`ufficio continuato e aggravato.

Per il centrosinistra, questo Cda «delegittimato» dovrebbe dimettersi e comunque non procedere ad alcuna nomina. Per il centrodestra, invece, Landolfi (An, presidente della commissione di Vigilanza) afferma che il Cda Rai rimane «nel pieno delle sue attribuzioni e delle sue funzioni», perché la richiesta di rinvio a giudizio deve essere ancora valutata da un giudice terzo, e che anzi sarebbe sbagliato «strumentalizzare a fini di parte» l`iniziativa della Procura di Roma.

La nomina di Meocci – ora candidato vicesindaco a Verona per la Cdl – avvenne con il parere contrario dei consiglieri di nomina ulivista (Sandro Curzi, Nino Rizzo Nervo e Carlo Rognoni votarono contro dopo aver consultato alcuni studi legali) e l`astensione del presidente della Rai, Petruccioli. Il 27 aprile 2006, l`Autorità di garanzia per le comunicazioni dichiarò l`incompatibilità di Meocci con l`incarico in Rai, in quanto aveva ricoperto il ruolo di commissario della stessa Autorità, e condannò la Rai al pagamento di una multa da 14,3 milioni di euro. Da qui la contestazione, ai cinque consiglieri della Cdl, della circostanza aggravante al reato di abuso d`ufficio. L`organo di controllo multò lo stesso Meocci di 373 mila euro. Secondo l`accusa i consiglieri della Cdl sarebbero stati consapevoli di tale incompatibilità sin dal giorno della nomina. Maglieri, Urbani e Giovanna Bianchi Clerici si dicono assolutamente tranquilli e anticipano di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

Sulla Rai, quindi, è di nuovo bufera. Il centrosinistra va all`attacco del Cda Rai nominato ai tempi del governo Berlusconi. L`Unione – con una nota firmata da Villari (Margherita), Ceccuzzi (Ds), Loredana De Petris (Verdi) e Sodano (Prc) – sollecita «l`azionista della Rai, il ministero dell`Economia, a valutare in che modo sanare la situazione che si è creata e fare in modo che non accada più». Per Satta (Udeur), un Cda che «in buona parte è sotto inchiesta giudiziaria, dovrebbe quanto meno evitare di fare nuove nomine, improntate ad una logica di lottizzazione» e sarebbe anzi «auspicabile che i consiglieri coinvolti, come prassi nella pubblica amministrazione, diano le loro dimissioni». Il verde Lion sostiene che «l`attuale Cda della Rai, dopo il rinvio a giudizio di cinque consiglieri, è delegittimato e quindi va azzerato».L`Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, afferma che «occorre cambiare al più presto i criteri di nomina previsti dalla GGasparri. È la legge vigente che detta le regole per i vertici Rai. Questa va condannata subito, non le persone». Codacons e Associazione degli utenti radiotelevisivi annunciano che si costituiranno parte civile nel procedimento contro i consiglieri Rai che votarono la nomina di Meocci a Dg dell`azienda.

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