19 Giugno 2012

Cda Rai, Di Pietro contro Bersani Nomine? “Paravento di lottizzazione”

Cda Rai, Di Pietro contro Bersani Nomine? “Paravento di lottizzazione”

Il leader dell’ Idv attacca il Pd sulle candidature di Gherardo Colombo e
Benedetta Tobagi per viale Mazzini, proposti dalle associazioni. Se la
prende col metodo, “che maschera una spartizione politica”. E insiste:
“Senza cambiamenti usciremo dall’ Aula per il voto”

ROMA – Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi nel cda della Rai? La loro nomina rappresenterebbe un paravento per mascherare una “lottizzazione, una spartizione politica”. Antonio Di Pietro non ce l’ ha con la caratura dei personaggi che le associazioni suggeriscono come possibili candidati per il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini su invito del Pd, ma attacca il metodo e la procedura con cui sono stati scelti. Per il leader dell’ Italia dei Valori si tratta di “un doppio errore” perché in questo modo “hanno legittimato la possibilità del Pdl di scegliersi i suoi quattro lanzicenecchi” nel cda e poi perché così “la politica non fa un passo indietro come aveva promesso”. Per questo, dice Di Pietro, “Idv non partecipa al voto, perché non si mischia con questa politica lottizzatoria e di palazzo. Se invece il Pd avesse fatto la scelta di non partecipare avremmo messo il centrodestra in condizione di assumersi le sue responsabilità”. E’ stato Pierluigi Bersani , rompendo gli schemi, a chiedere a quattro associazioni – Libera, Libertà e Giustizia, Se non ora quando e Il comitato per la libertà e il diritto di informazione – di indicare due nomi della società civile, proprio per rompere la logica delle indicazioni di partito, impegnandosi a farli eleggere. Ieri le associazioni hanno fatto due nomi: l’ ex magistrato di Mani Pulite e la figlia minore del giornalista del Corriere della Sera , ucciso da terroristi dell’ estrema sinistra negli anni di piombo. Se non ora quando? ha scelto invece di presentare una rosa di candidature – in cui comunque figurava Benedetta Tobagi – chiedendo a Sergio Zavoli di varare un cda per metà costituito da donne, “autorevole e indipendente”. Bersani ha apprezzato immediatamente i nomi di Colombo e Tobagi, dicendosi orgoglioso di sostenerli e assicurando che il Pd si sarebbe impegnato per la loro nomina. Ma Di Pietro non ci sta. “I nominativi indicati non solo sono di alto profilo e di sicuro interesse”, dice, “e sul piano personale ne sono anche orgoglioso”. “E’ la storia di Mani Pulite che continua in altra sede”, ha sottolineato, e “idealmente mi sento di abbracciare il mio collega Colombo, ma ho delle responsabilità politiche”. Secondo l’ ex pm, Colombo poteva essere scelto “anche esaminando tutte e 300 le candidature, tra cui vi sono altre persone di prestigio. Invece quei curricula sono serviti per prendere in giro i cittadini e illuderli. Questo umilia anche le candidature di prestigio come quelle di Colombo e Tobagi”. Il leader dell’ Idv in una lettera inviata a Sergio Zavoli chiede che siano stabiliti con chiarezza i criteri di scelta dei candidati, confermando il suo no alla “logica spartitoria”. Senza cambiamenti, continua, “non indicheremo nomi e usciremo dall’ aula al momento del voto”. Perplessità sulla candidatura di Colombo sono state espresse dal Codacons, che, provocatoriamente afferma: “Se Gherardo Colombo entrerà nel cda della Rai, allora a Pippo Baudo dovrà essere affidato il compito di dirigere una Procura della Repubblica”. Intanto, l’ ufficio di presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza ha deciso di rinviare a martedì il voto sui componenti del cda Rai. Serve più tempo per valutare le candidature.

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