7 Marzo 2019

Caviglia rotta per la buca E intanto il giudice boccia la class action Codacons

Secondo il tribunale la competenza ad accertare gli eventuali danni patiti dai cittadini è il Tar: richieste per un milione di euro I giudici rigettano la class action del Codacons per i risarcimenti: la contestazione è sui ” danni non quantificabili” che i cittadini avrebbero subito a causa delle buche stradali. È il primo giro di boa per il lunghissimo iter burocratico che l’ associazione dei consumatori aveva avviato dopo l’ ondata di maltempo dello scorso inverno. Con un’ ingente conta dei danni causati dalle buche e un’ emergenza strade che si è allargata a macchia di leopardo su tutti i quadranti della città. Secondo una prima stima dell’ associazione tra forature, sospensioni rotte, carrozzerie danneggiate e lesioni personali la somma dei risarcimenti richiesti al Comune ha toccato quota 1 milione di euro. Ma ieri mattina il tribunale di Roma ha rigettato la richiesta indirizzandola al Tar: « Il tribunale – spiega il presidente Carlo Rienzi – ritiene che per difendersi dalle buche dell’ asfalto e dal dissesto stradale bisogna ricorrere al giudice amministrativo, perché non è chiaro quali danni subiscano i cittadini dalla situazione disastrosa delle strade romane. Prendiamo atto – conclude – ma ricorreremo in appello e in sede amministrativa ». Intanto sale ancora il numero delle ” vittime” sulle buche killer. La rovinosa caduta per Roberta Rossi – 61 anni impiegata comunale – è avvenuta lo scorso 23 febbraio in via Astura dietro piazza Tuscolo: « Stavo tornando a casa insieme a mio marito – racconta – eravamo sul marciapiede quando ho perso l’ equilibrio per una buca coperta dalle foglie e quindi impossibile da evitare. Poi la caviglia destra ha iniziato a gonfiarsi e il dolore era sempre più forte. Allora sono andata in ospedale » . I medici del pronto soccorso del San Giovanni dopo aver riscontrato la rottura del malleolo l’ hanno dimessa con una prognosi di 40 giorni: « Ho già avviato le pratiche per procedere con il risarcimento per i danni subiti – prosegue Roberta – non è la prima volta che cado su una delle strade del mio quartiere ridotte a un colabrodo. Questa è una situazione davvero pericolosa». © RIPRODUZIONE RISERVATA Una delle buche sui marciapiedi.
flaminia savelli

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