1 Febbraio 2002

Cause e risarcimenti Ecco come difendersi

Cause e risarcimenti Ecco come difendersi


Le associazioni dei consumatori rivendicano gli stessi rimborsi riservati agli Eurostar

MILANO – L?ammalato è cronico. Ha tentato ogni terapia. Quella classica: occupazione di binari, sciopero del biglietto, perfino le maniere forti con il capostazione di turno. E? ricorso alla medicina alternativa: lettere ai giornali, comitato per eleggere rappresentanti da mandare a Roma a provare il brivido dell?Eurostar. Inutile. Chi arriva a Milano da Mantova, da Cremona ma anche da Pavia, Lecco o Novara, Vigevano e Busto Arsizio sa di sfidare ogni giorno la sorte, di mettere alla prova nervi e portafoglio. Con la nebbia o il sol leone, il ritardo da sempre è in agguato. Le linee a binario unico poi sono da sempre la croce quotidiana di un?esistenza costellata di semafori rossi, navette improvvisate e pesanti ritardi in fabbrica e in ufficio. Ma il pendolare non si rassegna ancora a mollare questa vita da nomade. E da cittadino di serie C pretende gli stessi diritti(leggi rimborsi)che spettano alle élite dei pendolini cui è costretto, mattina e sera, a cedere il passo. Adesso poi, con le targhe alterne e le polveri sottili,gli inviti a non usare la macchina, per non parlare degli aumenti delle tariffe (in Lombardia la media è del 9 per cento a cui vanno aggiunti gli aumenti dei tram) sono arrivati i giorni dell?ira. Ma che difese può vantare l?armata in rotta di duecentomila persone che nella nostra regione ogni giorno, per lavorare, si affida a treni e corriere? Quali diritti vanta e a chi si deve rivolgere per farli valere nell?immediato?
«La Regione si deve assumere le sue responsabilità – denuncia Giacinto Brighenti, presidente della Federconsumatori – ha ottenuto piena competenza in materia di trasporti locali e deve fare i conti con una mobilità in crescita rispettando standard di qualità. E intanto il pendolare resta un paria, manca ancora una carta dei suoi diritti così non escludiamo di rivolgerci ad una terza autorità (leggi magistratura). Per segnalare i disagi i pendolari possono telefonare alla nostra sede di via Zecca Vecchia allo 02.8692695». Alessandro Miano, presidente del Movimento Consumatori invita gli utenti in caso di disservizi a mandare un?e-mail a [email protected] che si farà carico di inoltrare la questione alla direzione generale di Trenitalia. «I ritardi, oltre i 30 minuti, vanno rimborsati anche ai pendolari. Devono avere l?avvertenza di portare il biglietto allo sportello per certificare il ritardo e farsi consegnare la busta con il modello dal capotreno».
Agguerrito l?avvocato Marco Mario Donzelli del Codacons: «Bisogna aprire una giurisprudenza. Noi stiamo portando avanti una decina di cause pilota per ottenere i giusti risarcimenti. Una volta aperta la strada sarà possibile ai pendolari danneggiati rivolgersi al giudice di Pace».

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