6 Giugno 2017

“Causa collettiva” Partono le richieste per i risarcimenti

«Una festa trasformata in una notte di paura». Incomincia così il documento di 12 pagine per la «nomina di parte offesa con richiesta di estensione delle indagini» firmata dal presidente del Codacons Giuseppe Ursini (con delega all’ avvocato Carlo Rienzi) e inviata ieri mattina al procuratore capo Armando Spataro. L’ associazione dei consumatori vuole chiarezza sulla situazione che ha portato al ferimento di mille e 500 spettatori della partita Juventus-Real Madrid, in piazza San Carlo. Il primo passo verso una causa collettiva per un maxi risarcimento da milioni di euro. Questa è soltanto la prima iniziativa, di certo nelle prossime settimane si muoveranno anche altri studi legali. La richiesta Decine di telefonate. Gente che sabato era in piazza San Carlo. Ma soprattutto, genitori di ragazzi andati a guardare la partita sul maxischermo allestito nel «salotto di Torino» per eccellenza. E finiti in ospedale dopo essere stati calpestati, schiacciati dalla folla in fuga dal nulla, gambe e braccia sfregiate dai cocci delle bottiglie lasciate sull’ asfalto dopo un pomeriggio e una serata trascorsi sotto il sole, in piazza. Il Codacons chiede di essere considerato «parte lesa» nell’ indagine sulle responsabilità per i feriti di sabato sera. «Ci hanno contattato persone perplesse riguardo all’ organizzazione dell’ evento» spiega l’ avvocato Tiziana Sorriento, legale del Codacons a Torino. L’ associazione di consumatori ha raccolto segnalazioni molto simili alle testimonianze riportate dai giornali. «Il pubblico ha incominciato ad arrivare con le bottiglie in mano, già nel pomeriggio. Poi, c’ erano i venditori di bibite in piazza, immaginiamo fossero abusivi», dice ancora l’ avvocato. L’ allarme Aggiunge il legale: «Le persone sono fuggite senza sapere quale fosse il motivo. Nessuno ha dato informazioni, la gente ha creduto che fosse un attentato. Questo ha di certo contribuito a complicare la situazione». E’ un aspetto importante della richiesta del Codacons alla Procura: una «estensione delle indagini anche e soprattutto a carico degli organizzatori, del Comune, del prefetto, del questore, del comando dei vigili urbani, delle autorità responsabili della sicurezza». Per Ursini e Rienzi, «la parola d’ ordine deve essere la tutela dell’ ordine pubblico, al di sopra di interessi sportivi e diritti televisivi». Per il Codacons, quanto è accaduto sabato sera «sembrerebbe l’ ennesima dimostrazione dell’ incapacità della Pubblica amministrazione a fronteggiare eventi di questo tipo ponendosi seri interrogativi, che lasciano aperta la strada a gravissime possibili responsabilità». Di qui, Ursini e Rienzi arrivano a ipotizzare anche reati come l’ abuso e l’ omissione in atti d’ ufficio, il pericolo per la sicurezza e l’ incolumità pubblica, la violazione della tutela dell’ ordine pubblico, oltre al concorso in strage, gli omessi controllo e vigilanza. A Torino c’ è già un precedente collegato a problemi registrati in manifestazioni pubbliche. L’ organizzatore del Capodanno 2014 a Stupinigi è finito sotto processo (e ha pagato anche i danni) per aver organizzato la manifestazione che aveva richiamato 2 mila persone in un posto dove potevano entrarne molte meno. In quell’ occasione, oltre alle accuse di «omissione di cautele dirette a evitare disastri» nelle imputazioni c’ erano anche la truffa e il falso. All’ epoca, però, non c’ erano stati feriti, soltanto gente delusa. Piazza San Carlo è un’ altra storia. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
claudio laugeri

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