21 Ottobre 2008

Catricalà multa l’Inpdap per pubblicità ingannevole

Sanzione da 230 mila euro dell’Antitrust all’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici per una brochure irregolare inviata ai pensionati Antonio Catricalà, in fatto di sanzioni, non guarda in faccia a nessuno. Neppure all’ente previdenziale che, in futuro, garantirà allo stesso presidente dell’Antitrust un’equa pensione. Il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti firmato un provvedimento per una sanzione amministrazione di 230 mila euro all’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione (Inpdap), ossia l’ente previdenziale (presieduto da Paolo Crescimbeni, ex consigliere regionale di An in Umbria) cui sono legati 3,4 milioni di lavoratori statali e che finora ha erogato oltre 2,6 milioni . La multa di Catricalà si riferisce a un opuscolo di 15 pagine che l’Inpdap nel settembre 2007 ha fatto arrivare nelle case dei propri iscritti. La brochure promozionale (dal titolo: I servizi Inpdap non hanno età – Guida per chi è in pensione) faceva riferimento alle opportunità, in termini di prestiti e mutui, erogati dalla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’ente.  Ma secondo il Codacons, che ha denunciato il fatto alle autorità, «le affermazioni contenute in tale pubblicazione sono suscettibili di indurre in errore i destinatari», in particolare «relativamente alle caratteristiche essenziali dell’offerta», si legge nel provvedimento dell’Agcm. Nel dépliant si prospettava «la possibilità per i pensionati che aderiscono al fondo della gestione unitaria di accedere alle prestazioni creditizie indicate a partire dal primo novembre 2007».  Invece, per il Codacons «i finanziamenti potrebbero essere concessi soltanto ai soggetti che hanno maturato «un’anzianità di iscrizione allo stesso fondo pari ad almeno tre anni». Sulla base della denuncia dell’associazione, l’autorità di Catricalà aveva raccolto informazioni in merito e il 21 aprile aveva avviato il procedimento istruttorio. L’Inpdap il 12 maggio ha prontamente inoltrato la propria memoria difensiva. Ma evidentemente non è servito a nulla visto che nei mesi successivi, e in particolare il 2 luglio, l’Agcm ha comunicato alle parti la conclusione della fase istruttoria e, successivamente (22 luglio), ha rischiesto anceh il parere dell’Agcom perché la proposta commerciale dell’istituto di previdenza era stata diffusa anche online. Nella disamina dei fatti, gli uomini di Catricalà hanno stabilito che «l’erogazione dei finanziamenti resta subordinata alla maturazione di una certa anzianità di iscrizione allo stesso fondo, pari a 4 anni per i prestiti pluriennali diretti e i prestiti garantiti e a tre anni per i mutui ipotecari», prosegue il provvedimento di sanzione a danni dell’Inpdap. Per questa ragione, l’istruttoria dell’Authority ha stabilito che «il contenuto dell’opuscolo appare omissivo in quanto non esplicita che alcune tipologie di finanziamenti possono essere erogati dall’ente soltanto in presenza dell’indicata condizione temporale». A queste ragioni normative, l’Antitrust nel definire l’ammontare della sanzione aggiunge altri due fattori di natura «sociale». Innanzitutto, si legge nel testo del provvedimento, «occorre osservare che la fattispecie in esame ha avuto un impatto significativo tenuto conto della capillarità e capacità di penetrazione del mezzo utilizzato (il direct mailing) suscettibile di raggiungere un numero considerevole di consumatori». Inoltre va considerata «la debolezza dei destinatari, trattandosi di servizi finanziari rivolti a soggetti che presumibilmente versano in una situazione di particolare debolezza psicologica dovuta alle proprie condizioni economiche». Da qui, la maxi-multa.

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