10 Agosto 2020

Catanzaro tra i centri meno “cari” Il Codacons promuove i prezzi

a parità di prodotti acquistati risparmio di 40 euro rispetto al nord solo per le acconciature il conto è più salato rispetto ad altre realtà
Antonella ScalziCatanzaro Fare la spesa a Catanzaro conviene. A dirlo è il Codacons, a certificarlo i dati di uno studio dal quale si evince che, anche dopo la fase più acuta dell’ emergenza Covid, gli acquisti alimentari fatti nel capoluogo calabrese costano 40 euro in meno rispetto a Milano. Città che vai scontrini che trovi, insomma, perché lo studio rileva i prezzi di giugno e li confronta tra 18 città italiane. Trentuno sono state le voci inserite in un paniere che, dagli alimentari ai servizi, ha messo a confronto prezzi e tariffe arrivando a porre Catanzaro quasi in cima all’ invidiabile classifica del risparmio. Nessuna maglia nera con cui fare i conti. Anzi, il capoluogo di regione non agguanta la medaglia d’ oro per pochi spiccioli. Sono 93 i centesimi in più che si risparmiano a Napoli e consacrano il capoluogo partenopeo come il più conveniente d’ Italia. Quel che è certo però è che per acquistare frutta, verdura, carne e pesce sui Tre colli si spendono complessivamente 73,17 euro. Dal pane al pollo passando per le le mele e arrivando fino a lavanderia, caffè al bar, dentista e Tari, l’ indagine non lascia dubbi e certifica un andamento che fa di Catanzaro una città conveniente non soltanto rispetto a Milano, ma anche rispetto a Cagliari, Bologna, Torino, Aosta, Venezia, Roma, Genova, Trieste, Perugia, Ascoli, Pescara, Firenze, Trento e per restare al Sud Bari e Palermo. Per i rifiuti va meglio ad Ascoli, Pescara, Trento e Firenze, ma, con i suoi 241,75 euro, Catanzaro si conferma decisamente più conveniente di tutte le altre città del campione tra le quali a conquistare la maglia nera è Napoli dove rispetto ai catanzaresi i cittadini spendono più del doppio. Potrebbe andare meglio dal dentista però. Se si escludono le tariffe registrate a Milano, Bologna, Torino e Aosta, Catanzaro è più cara di Cagliari, Napoli, Genova, Perugia, Firenze, Palermo, Ascoli e Pescara. Per un’ otturazione servono 107 euro e poi ginecologo, carburanti, biglietti dei bus, panini, caffè e cappuccini. Nell’ indagine del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori c’ è praticamente di tutto, ma se i Tre colli si attestano al di sotto della media per tutti gli alimentari, per l’ equilibratura e la convergenza delle gomme dell’ automobile, il dentista e tanto altro ciò non vuol dire che la nota stonata non ci sia. Non è acuta, certo, ma rappresenta pur sempre l’ eccezione che conferma la regola e colpisce le donne. Sì, il taglio dal parrucchiere alle catanzaresi costa in media 21,73 euro contro i 19,28 della media calcolata su tutte le città prese in esame. Nel complesso le luci battono comunque le ombre e fanno di Catanzaro la città che ai suoi cittadini nel corso del mese di giugno è costata in media 611 euro ovvero poco più di cento euro in meno rispetto a una media che, tra le 18 città prese in esame, è stata calcolata basandosi su dati rilevati dall’ Istituto nazionale di statistica e dal ministero dello Sviluppo economico. Pescara capofiladelle tariffe low-cost Sospiro di sollievo rispetto a Milano, ma per Catanzaro la scala del risparmio ha ancora qualche gradino da salire. Il modello di riferimento, in effetti, è Pescara con il Codacons che consegna al capoluogo abruzzese la palma di luogo più conveniente, almeno tra quelli presi in esame. È qui che l’ indagine ha fatto segnare il massimo risparmio. Sfatato, dunque, il mito in base al quale le aree meno esose siano collocate tutte in fondo allo Stivale. Il Nord, in sostanza, conferma la tendenza al rialzo del costo della vita, ma nel Centro-Sud le sorprese non mancano. Anzi, dicono chiaramente che città di grandezza variabile come Catanzaro, Bari, Palermo e Napoli non riescono a battere l’ Abruzzo almeno per ciò che concerne l’ aspetto riguardante i servizi.

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