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24 Maggio 2019

Catanzaro, punita l’ ira di Noto Adesso tutto è in discussione

Andrea Celia MagnoCatanzaro La stangata del giudice sportivo 24 ore dopo il crudele verdetto del campo: lunghe inibizioni a Floriano Noto e Pasquale Logiudice per i momenti concitati dell’ immediato post-partita con la Feralpisalò. La società ha deciso di presentare i ricorsi. Il presidente incassa uno stop fino al 30 giugno 2020 e 10mila euro di multa. Il referto parla chiaro: «Si introduceva e sostava nel recinto di gioco, in prossimità dell’ area occupata dal quarto ufficiale di gara, a gioco in svolgimento, tenendo un comportamento irriguardoso e offensivo nei confronti dello stesso; al termine del match entra sul terreno di gioco raggiungendo l’ arbitro al centro del campo rivolgendogli reiteratamente frasi offensive con atteggiamento minaccioso». E ancora: «Allontanato dalle Forze dell’ Ordine, vincendo la resistenza degli agenti, si introduceva fino ai locali antistanti gli spogliatoi reiterando il proprio comportamento». La squalifica è bella pesante pure perché Noto, a rischio deferimento alla Procura federale per alcune dichiarazioni rilasciate in sala stampa, è componente del Consiglio direttivo della Lega pro. Il ds Logiudice è stato inibito fino al 31 dicembre 2019 (oltre a 3.500 euro di ammenda), perché «al termine dell’ incontro si introduceva pur non essendo autorizzato, in quanto non in distinta, nei locali antistanti gli spogliatoi proferendo pesanti insulti nei confronti del direttore di gara e successivamente colpiva con pugni la porta degli spogliatoi riservati agli arbitri». Due mazzate, una dietro l’ altra, che si sommano ai 4.000 euro di multa destinati al club (accensione di fumogeni da parte della tifoseria e «persona non identificata, ma riconducibile alla società, che proferiva frasi offensive nei confronti del quarto ufficiale di gara all’ interno del recinto di gioco»). Un turno di squalifica e 500 euro di ammenda al preparatore atletico Giuseppe Talotta (espulso durante la sfida). Scorie a parte, il 2-2 con la Feralpisalò ha riassunto in 90′ l’ intero campionato delle Aquile: qualche difficoltà in difesa e la capacità di trovare, come quasi sempre è successo, i gol che sarebbero valsi il passaggio del turno, l’ ingenuità e l’ inesperienza che hanno mandato in frantumi il sogno (nei minuti finali si potevano e dovevano gestire meglio certe situazioni), ma anche alcune rivedibili scelte sui cambi. Quest’ ultimo aspetto è stato quello – insieme all’ arbitraggio, verso il quale il Codacons ha annunciato addirittura un esposto in Procura – che ha fatto più discutere i tifosi: imputano ad Auteri la decisione di bruciare tutti i cambi nonostante Figliomeni, già infastidito da problemi muscolari avvertiti all’ andata, fosse a rischio k.o. (com’ è in effetti successo nel finale). Niente da dire sul rilancio nella ripresa di Pambianchi, però in molti hanno sottolineato che sarebbe stato il caso di farlo entrare al posto del vicecapitano, non del più integro Signorini. Dirigenza, calciatori e staff si sono salutati nel pomeriggio allo stadio. Ora fari puntati sulla programmazione: tutto passerà da un confronto fra Noto, Logiudice e Auteri.

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