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26 Ottobre 2018

Catanzaro, il Codacons: “Chiesto accesso agli atti in Provincia sull’ uso dei fondi per contrastare il dissesto idrogeologico”

 

“Prima ancora di sottoporre all’ Ufficio di Procura la valutazione circa la sussistenza degli estremi per aprire un fascicolo d’ indagine, abbiamo ritenuto doveroso chiedere chiarimenti alla Provincia di Catanzaro”. Su questo presupposto il Codacons ha formalizzato una istanza di accesso per cercare di sgombrare il campo da ogni sospetto sulla vicenda della ristrutturazione della Chiesa matrice di Vallefiorita. “Abbiamo ricevuto delle segnalazioni che evidenzierebbero una utilizzazione impropria – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – dei fondi destinati a contrastare il dissesto idrogeologico della nostra regione”. Parrebbe, infatti, che i fondi utilizzati per ridare splendore all’ edificio di culto di Vallefiorita, derivino da quelli vincolati per “interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato ed in materia di protezione civile l, nonchè a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000″. E, come se ciò non bastasse, dopo la ristrutturazione, sempre stando a quanto evidenziatoci – prosegue Di Lieto – si sarebbe deciso di acquistare anche due bellissime statue, attingendo ancora a quei fondi vincolati. Statue raffiguranti i Santi Rocco e Sergio a cui, se quanto evidenziatoci dovesse rispondere al vero, potremo affidarci per prevenire disgrazie. Per comprendere la fondatezza o meno di quanto rappresentatoci – prosegue la nota del Codacons – abbiamo formalizzato istanza d’ accesso, ai sensi della legge 241/90 e della Direttiva 2003/4/CE, per ottenere copia della documentazione attestante la provenienza dei fondi destinati alla ristrutturazione della Chiesa Matrice di Vallefiorita nonché all’ acquisto delle statue. Nell’ attesa il Codacons chiede che il presidente della Provincia voglia immediatamente far piena luce sulla provenienza delle risorse utilizzate per il restauro, perché eventuali distrazioni o utilizzi diversi dei fondi destinati alla messa in sicurezza del territorio, non solo integrerebbero gravi ipotesi di reato ma rappresenterebbero una vergogna indicibile. Anche per questo invochiamo la massima trasparenza – conclude Di Lieto – per il doveroso rispetto per le sempre più numerose vittime conseguenti lo stato di abbandono in cui versa la nostra regione”.

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