Catania scopre l’ effetto “trattenenza”
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fonte:
- La Sicilia web
A Catania, tra Bianco e Stancanelli vincerà chi tra i due riuscirà a trattenere più voti di lista. Banale a dirsi, ma difficile da realizzare. Gli spin doctor dei due candidati forti in corsa per la poltrona di primo cittadino a Palazzo degli Elefanti lavorano proprio su quello che hanno velocemente ribattezzato “Effetto trattenenza”, ovvero convincere l’ elettore a barrare due volte la scheda azzurra, una croce per il partito e una croce per il sindaco. Ogni altra espressione di voto equivarrebbe perdere consensi da una parte o dall’ altra. LA LEGGE . E’ la prima volta che i partiti di confrontano con il “voto confermativo” introdotto con la legge regionale 6 del 5 aprile 2011 che nel comma l sostituisce il comma 3 dell’ articolo 2 della legge regionale 15 settembre 1997 n. 35. La vera novità introdotta dalla legge sta nel fatto che il voto espresso dall’ elettore per la lista dei candidati al consiglio comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa è collegata e viceversa (c.d. effetto trascinamento). Ciò comporta che l’ elettore deve manifestare il proprio voto in maniera inequivocabile, lasciando inalterata la possibilità dell’ elettore di esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata (c.d. voto disgiunto). Il nuovo sistema ha scardinato i precedenti ragionamenti della macchina politica per la conquista delle preferenze: se prima un simbolo e una lista forte avrebbero garantito al candidato sindaco un apporto considerevole di voti grazie al “trascinamento”, oggi per essere eletti gli aspiranti primi cittadini devono dimostrare che l’ elettore li abbia scelti senza ombra di dubbio. M5S E CASERTA . Un sistema che, come hanno dimostrato le amministrative nel resto d’ Italia, penalizza di gran lunga il M5s, che raccoglie i voti di protesta di un elettorato mediamente scolarizzato che si riconosce nel progetto, ma non sulla persona, in questo caso Lidia Adorno. Nel caso di Caserta il ragionamento è inverso: il trasferimento dei voti della sua unica lista “Per Catania” dovrebbe essere coatto, poi ci sarà da sommare il voto d’ opinione, che il professore non ha difficoltà a raccogliere soprattutto tra l’ elettorato medio-alto. BIANCO . La vera partita, però, se la giocheranno Bianco e Stancanelli. L’ ex senatore del Pd parte avvantaggiato. Dalla sua parte ha sette liste (cinque delle quali in grado di superare la soglia di sbarramento). Articolo4 e Megafono dovrebbero primeggiare nella coalizione, una delle due liste civiche di Bianco si attesterà bene, Pd e Sinistra per Catania raccoglieranno il voto d’ opinione e di ideologia. Imponderabile, ad oggi, il voto di stima a Enzo Bianco. A supporto solo un dato: nel 2005, secondo un sondaggio a campione realizzato nei seggi, l’ 80% degli elettori del centrosinistra aveva barrato due volte la scheda (partito e candidato) anche se la legge di allora non prevedeva il meccanismo di voto confermativo. Da sempre, poi, la sinistra è esercitata a tornare alle urne durante i ballottaggi. Nella segreteria di Bianco si è cercato di fare passare un messaggio chiaro: “Prima il voto al sindaco, poi il voto alla lista e al consigliere di turno”. L’ idea è chiara e vale per entrambi gli schieramenti forti: senza il sindaco e, in subordine, senza premio di maggioranza, si dimezza la presenza in Consiglio comunale e si entra nel meccanismo complesso delle percentuali con le altre liste che superano lo sbarramento del 5%. STANCANELLI . Al contrario del suo avversario, Stancanelli ha incollata addosso e ben riconoscibile l’ etichetta di uomo di coalizione, nel suo caso di centrodestra. Ma l’ elettore tipo, che gli analisti considerano “più distratto”, è abituato a barrare il simbolo del partito che lo rappresenta e a scrivere il nome del consigliere, ma non quello del sindaco, perché si pensa che cammini con la coalizione. Lo dimostrano i numerosi “santini” degli aspiranti consiglieri, che indicano sotto la foto il sindaco di riferimento, ma non riportano sul retro del fac-simile la scheda elettorale, soprattutto nelle periferie popolari. L’ obiettivo di Stancanelli è “trattenere gran parte dei voti dei partiti”, considerando che il Pdl è accreditato come il partito che in assoluto raccoglierà più preferenze. Ecco perché i coordinamenti cittadini a sostegno di Stancanelli stanno spiegando, con dei banchetti in giro per la città, come si vota. CONFUSIONE . Educare al voto significherà mettere il cappello sulla vittoria, lo dimostra anche una recente indagine del Codacons Sicilia, che evidenzia come almeno 6 elettori su 10 non abbia chiari i concetti di voto disgiunto, voto di genere e numero di preferenze che possono esprimersi. “Pochi sanno quante schede riceveranno per votare: sindaco, consiglio comunale, consiglio di quartiere, presidente del consiglio di quartiere – spiegano i consumatori – Ci sono inoltre moltissimi elettori convinti che sia possibile votare per un candidato di sesso maschile e uno di sesso femminile appartenenti a liste diverse. Potrebbero esserci numerosi errori che annullerebbero il voto”. Per evitare emorragie di preferenze “dubbie”, nelle segreterie è partito il consueto reclutamento dei rappresentanti di lista “esperti”.
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