21 Settembre 2016

Catania, neonata morta in clinica: chiesto il rinvio a giudizio di 4 medici

Catania, neonata morta in clinica: chiesto il rinvio a giudizio di 4 medici

Richiesta di rinvio a giudizio per quattro imputati e proscioglimento per una quinta. E’ la richiesta della Procura di Catania al Gup Alessandro Ricciardolo nell’udienza preliminare per l’inchiesta sulla morte di Nicole Di Pietro, la piccola deceduta il 12 febbraio 2015 poco dopo la nascita nella clinica Gibiino, mentre era in corso il trasferimento in ambulanza in un ospedale di Ragusa. I pm Alessandra Tasciotti e Angelo Brugaletta hanno chiesto il processo per la ginecologa Maria Ausilia Palermo, per il neonatologo Antonio Di Pasquale, per l’anestesista Giovanni Gibiino, indagati per omicidio colposo, nonchè per l’ostetrica Valentina Spanò per false attestazioni. Chiesta invece l’archiviazione della posizione del direttore sanitario Danilo Audibert indagato per favoreggiamento personale.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile l’assessorato regionale alla Salute, i familiari della bambina, l’associazione di consumatori Codacons e la casa di cura presente nel procedimento col doppio ruolo di parte lesa e in giudizio. Le indagini della squadra mobile della questura e della sezione polizia giudiziaria sono state coordinate dalla procura distrettuale di Catania che nell’udienza di oggi ha ribadito l’estraneità di strutture esterne alla clinica nell’inchiesta. La decisione del Gup Riccardolo è prevista per il 9 novembre prossimo, quando si terrà l’ultima udienza.

A Ragusa invece è giunto alle battute finali il processo a carico dell’ex primario di Chirurgia dell’Ospedale Civile di Ragusa, Ignazio Civello, arrestato il 13 gennaio 2011 (venne scarcerato 18 giorni dopo) dopo un’indagine del Nas di Ragusa. Accusato di concussione, falso ideologico e materiale ed abuso d’ufficio soprattutto perché dall’indagine
era emersa la sua richiesta di somme di denaro ai pazienti per aggirare la lista d’attesa. Il pm Marco Rota ha chiesto la sua condanna a 7 anni e 8 mesi di reclusione solo per il reato di concussione, facendo decadere le altre ipotesi di reato. Chiesta invece una condanna a un anno e quattro mesi per il medico collaboratore Rosario Carestia, e l’assoluzione per l’altro imputato Vincenzo Antonacci. La sentenza del Collegio giudicante è attesa per il 5 ottobre.

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