5 Aprile 2019

Catania, la privatizzazione dell’aeroporto diventa un caso: il sindaco dirà no

 

CATANIA – La privatizzazione della Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, diventa un caso. Mentre vendere ai privati vuiene indacata da più parti come la soluzione per garantire allo scalo etneo un futuro di investimenti e di crescita, diverse anime della città e del territorio dicono no con il Codacons che ha addirittura provocatoriamente chiesto al minsitro Toninelli di revocare la concessione alla Sac per la gestione di Fontanarossa. E ieri sera il consiglio comunale di Catania ha approvato – con 22 voti favorevoli e 3 contrari – una mozione che impegna il sindaco ad esprimersi nel CdA per la non privatizzazione. La mozione è stata presentata dai consiglieri Salvo Di Salvo, Giovanni Petralia e Agatino Giusti.

«Sono soddisfatto – ha detto Di Salvo – che i colleghi consiglieri abbiano condiviso le ragioni della non privatizzazione dell’aeroporto di Catania. La mozione, che impegna il sindaco a dire no alla privatizzazione nel Consiglio di amministrazione della Sac, è stata approvata nella stessa giornata nella quale si è diffusa la notizia di acquisizione da parte della Sac dell’aeroporto di Comiso».

«E’ chiaramente intuitivo – continua Di Salvo – che la scelta di privatizzare uno dei patrimoni pubblici più produttivi del nostro territorio desti diverse perplessità e ci preoccupa tantissimo con quanta facilità i componenti del consiglio di amministrazione si sono espressi sulla privatizzazione del 70% delle quote pubbliche».

«Basti pensare al crollo del ponte Morandi e alle sue vittime – continua – per intuire che la privatizzazione rischi di essere un business per miliardarie società, probabilmente arabi, cinesi, russi, ecc. Ci preoccupa che questo patrimonio, che oggi rappresenta una delle risorse economiche, turistiche e occupazionali più importanti del nostro territorio – conclude – possa con la privatizzazione mettere a rischio anche gli attuali livelli occupazionali, che sono la vera forza lavoro e che hanno permesso al nostro aeroporto di fare la scalata ai primi posti in classifica tra gli aeroporti d’Italia».

L’avvio della procedura di privatizzazione di Sac, attraverso la cessione di una quota azionaria di maggioranza, è stata ampiamente dibattuta anche ieri al convegno “Il trasporto aereo nell’Europa delle regioni: la rete aeroportuale della Sicilia”, durante il quale il presidente della Camera di Commercio del Sud-Est, ha annunciato l’acquisto dell’aeroporto di Comiso da parte di Sac. Ma un preciso messaggio è arrivato nelle conclusioni di Nicola Zaccheo, presidente di Enac: «L’Ente agisce da autorità di certificazione e vigilanza, senza preclusioni, purché tutto sia svolto in accordo con normative vigenti. Resta fondamentale la rete infrastrutturale e non possiamo negare che la Sicilia sia svantaggiata da questo punto di vista. Quanto sta accadendo è utile per la Sicilia per rivendicare il suo ruolo non solo all’interno del sistema Italia, ed Enac è pronto a fare la propria parte».

Una sintesi molto efficace dei due argomenti più caldi nelle parole di Nico Torrisi, amministratore delegato di Sac. Nico Torrisi si è soffermato invece sulla continuità rappresentata sia dall’acquisizione delle quote di Intersac che dall’avvio del percorso di cessione delle quote ai privati, e del lavoro messo in atto per accelerare entrambi i percorsi. «Abbiamo ereditato molti ritardi – di cui non abbiamo colpa – ha spiegato – e abbiamo cercato, in collaborazione con Enac, con cui condividiamo ogni decisione, di dare vita a un tavolo permanente per studiare migliori soluzioni per il futuro e per lo sviluppo dell’aeroporto. Che – ha precisato – gode di ottima salute. E ha ottimi margini di crescita. Non abbiamo necessità di vendere quindi non svenderemo».

Nel pomeriggio, come addendum al convegno, negli uffici della Sac è arrivato, per una conferenza stampa, il presidente della Regione, Nello Musumeci, accompagnato dal consulente «a titolo assolutamente gratuito» Vito Riggio, ex presidente Enac. «Aprire gli aeroporti a un’integrazione tra pubblico e privato – ha detto Riggio – e avvalersi di competenze finanziarie e industriali è di interesse per la crescita della Sicilia» per evitare il rischio di «non avere prospettive per mancanza di investimenti che reggano i flussi crescenti di traffico».

Musumeci, poi, s’è congratulato con i vertici di Sac per l’integrazione con Comiso. E annuncia che la Regione ha «il dovere» di «perseguire la gestione unica anche per Palermo e Trapani». Se «da Palermo dovessero esserci problemi – ha aggiunto fra il serio e il faceto – chiederò a Sac di prenderci un caffè per discutere di integrare anche Trapani in questa rete».

E poi, anche il governatore ha parlato di privatizzazione: è «una necessità, non una scelta». E quindi «ben venga l’investitore privato a portare risorse finanziarie in Sicilia» e «fa bene il pubblico a vigilare in maniera seria e costante e a controllarne la gestione in termini di trasparenza e di sviluppo».

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