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12 Aprile 2015

Catania e Palermo più lontane

Catania e Palermo più lontane

PALERMO. Una frana scarsamente monitorata ha determinato il cedimento di un pilone del viadotto Imera dell’ autostrada Palermo -Catania in prossimità dello svincolo di Scillato. Questa una delle certezze venute fuori dai primi due sopralluoghi tecnici che si sono svolti tra il tardo pomeriggio di venerdì e ieri mattina nel tratto dell’ A19 interessato dal movimento franoso. La Sicilia è ancora spaccata in due ed i disagi sono assai notevoli, soprattutto per i mezzi pesanti che sono costretti a percorrere strade alternative con un surplus di decine e decine di chilometri rispetto alle tradizionali tabelle di marcia. Purtroppo gli esperti in topografia, i tecnici dell’ Anas, ed i geologi non sono ottimisti circa una rapida soluzione di tutta la questione. Il movimento franoso ha interessato almeno quattro pile del viadotto Imera, una delle quali si è inclinata determinando un forte spostamento dell’ impalcato nella direzione della carreggiata, in direzione Catania. Il fenomeno potrebbe non essersi esaurito e, per tenerlo sotto controllo, l’ Anas ha disposto un sistema di monitoraggio degli spostamenti della struttura per valutare anche l’ eventuale interessamento della carreggiata adiacente, in direzione Palermo, che non apparirebbe interessata da alcun dissesto. L’ autostrada rimane chiusa nel tratto compreso tra Scillato e Tremonzelli, in entrambe le direzioni. Il fenomeno franoso ha anche inte ressato la strada provinciale 24, nel tratto adiacente all’ autostrada, che rimane anch’ essa chiusa al traffico. La struttura in cemento dovrà essere rimossa e i lavori potrebbero durare anni. È quanto emerso al termine del sopralluogo dei tecnici all’ altezza del viadotto. Il pilone si è spezzato alla base e, inclinandosi, ha fatto si che la carreggiata da esso sostenuta si appoggiasse su quella accanto, dove circolano i veicoli dell’ opposto senso di marcia. La rimozione del pilone è un’ opera zione giudicata preliminare per ripristinare le condizioni di sicurezza e, eventualmente, riaprire il traffico su una sola carreggiata. Una relazione sull’ accaduto, intanto, sarà inviata dall’ Anas alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Dopo l’ esame del documento la magistratura deciderà se aprire un’ inchiesta sulla frana, in movimento da dieci anni. Un’ altra informativa sarà inviata alla stessa procura anche dai carabinieri. ll Codacons annuncia che nei prossimi giorni invierà un esposto al la Procura della Repubblica di Palermo per le gravi responsabilità nel crollo del pilone al chilometro 61 dell’ autostrada Palermo – Catania, tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, «che avrebbe potuto provocare delle vittime». Restano gli inevitabili disagi per gli automobilisti, evidenziati anche nel corso di una riunione in prefettura con i sindaci del comprensorio. Problemi anche per il trasporto pubblico di studenti e pendolari. Molte delle autolinee che collegano Palermo a Catania sono deviate attraverso le autostrade A20 e A18. «I tempi di percorrenza subiranno un aumento di almeno un’ ora», spiega Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, l’ associazione che raggruppa 70 aziende di trasporto dell’ isola. L’ assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, ha chiesto la proclamazione dello stato di emergenza. Richiesta che trova d’ accordo il presidente della commissione bicamerale per le questioni regionali Gianpiero D’ Alia. Del cedimento del viadotto si occuperà pure la commissione trasporti della Camera, assicura Magda Culotta, deputato del Pd. «Bisognerà demolire quattro campate del viadotto che è stato inclinato dal fronte di frana», dice il direttore dell’ Anas Sicilia, Salvatore Tonti, che a sua volta ha interpellato i militari del genio guastatori «ma ci hanno spiegato – afferma – che non hanno la tecnologia per questo intervento. Entro una settimana, ma speriamo anche di anticipare i tempi realizzeremo un progetto di demolizione. Dopo aver abbattuto la parte del viadotto inclinato potremmo valutare se l’ altra carreggiata quella in direzione Palermo possa essere riaperta a senso alternato consentendo di aprire di nuovo l’ autostrada». Intanto, sottolinea l’ Anas, il ministro delle Infrastrutture Graziano Del rio è in contatto continuo con il presidente della società Pietro Ciucci «per valutare la situazione e gli interventi opportuni».
leone zingales

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